Monday, 15 September 2008
Sunday, 7 September 2008
La mia zuppa di pollo
Ho pasticciato tutto il giorno e infatti non ho fame ma non posso concedere ancora spazio ai pensieri che si stanno appropriando lentamente di tutto il mio tempo cosi' ho deciso di prepararmi la cena pur di occuparmi in qualcosa.
Uso spesso una pentola che si chiama wok, semplicemente l'adoro, mi aiuta nella preparazione ma soprattutto mi da gusto usarla. Le padelle sono piatte, questa e' profonda come una ciotola e il cibo tende a stare vicino.
Metto dell'olio, un po' vergine e un po di qualita' scadente, giusto per risparmiare, lo so che non cambia molto ma per me cambia tantissimo. Lo faccio scaldare mentre taglio i peperoni che man mano butto dentro dopo averli puliti del bianco e di quei pallini noiosi e persistenti come i miei pensieri. Per un po' rimarra tutto sotto un coperchio in modo che i pezzi gialli e rossi, gli unici che compro per il loro colore, si ammorbidiscono. Dopo qualche minuto aggiungo del peperoncino, prima avevo una pianta ma ho finito tutti i frutti cosi' uso quello nelle confezioni cilindriche col cappuccio apribile come vorrei che fosse il mio cranio per poter prendere con le dita i miei ospiti per tirarli fuori . Se sono fortunato ho anche un avanzo di vino della sera precedente che provvedo a distribuire equamente tra la mia bocca e la pentola. Oggi ne avevo uno rosso e non so se si usa ma io lo faccio. Taglio i pomodori sempre di due tipi differenti uno grande da insalata l'altro piccolini chiamati ciliegini. Questi ultimi me li posso permettere perche' ho trovato un amico che ha un ristorante sotto casa mia e spesso me li tiene da parte a fine giornata. Quando il tutto si e' amalgamato bene e vedo che la zuppetta ha preso colore aggiungo un poco di sale e il pollo. Giro e giro e giro, lascio andare per un po' e di nuovo giro e giro e giro. Di norma mi viene una zuppa squisita e per dare un tocco in piu' aggiungo della pancetta a cubetti che insaporisce e qui mi fermo ma questa volta ho aggiunto un tocco di classe. 3 fette di formaggio pre tagliato che ha fatto una patina densa sopra il tutto.
Sono passati tanti minuti e il profumo mi ha penetrato il cervello combattendo una dura lotta con quei maledetti pensieri che si sono dovuti arrendere.
Ho vinto per il tempo che e' durato preparare la mia zuppa e il tempo di mangiarne un po' lasciando qualcosa per domani.
Saturday, 6 September 2008
Ho finito di mangiare
You have hidden the gun in the garden of your thoughts.
Lenny cammina per la via di casa sua dopo essere andato a prendere una latte caldo alla caffeteria all’angolo ed essersi stancamente trascinato fino alla riva del fiume. Tutti i giorni ripete maniacalmente questo percorso convinto che lo possa aiutare a trovare la sua vera strada.
Di fronte arriva in senso contrario un ragazzo di colore. Faccia aggrottata, vestito di scuro con una felpa da rapper e una catena finto oro appoggiata vistosamente al petto.
Lenny: “dove stai andando?”
Il ragazzo di colore senza nemmeno fermarsi lo guarda pensando ad un errore e prosegue. Lenny lo segue e gli ripete la domanda.
“Dove stai andando?”
Il ragazzo lo guarda nuovamente, interdetto rimane muto.
“Allora?”
“Chi cazzo sei?”
“Ciao sono Lenny” camminandogli di fianco gli porge la mano “Dove stai andando?”
“Perche’ lo vuoi sapere?”
“Perche’ sei un nero vestito da gangsta rapper, sei proprio come i tizi che si vedono in televisione. Non ne avevo mai visto uno da vicino prima.”
Il ragazzo non capisce e questo affiora dalla sua espressione.
“Dovresti aver paura di me allora! Bu!” ride fragorosamente
“Non e’ da me che stai andando, che paura dovrei avere?”
“Cosa vuoi dire?”
“Dovrei aver paura se fossi io la persona da cui stai andando! Ma non lo sono e quindi non ne ho e vorrei sapere dove stai andando?”
“Infatti non credo di potertelo dire!”
“Allora ho ragione a pensare che sei un gangsta rapper e che stai andando a fare qualcosa di brutto?”
Il ragazzo si ferma alla fermata di un autobus. Chiama un amico e inizia a raccontare la cosa strana che gli sta succedendo e ride. Lenny per tutto il tempo rimane impalato al suo fianco guardandosi in giro. Dopo qualche minuto chiude il telefono.
“Io sono Lenny, tu come ti chiami? Questo dovrebbe essere piu’ facile da rispondere” sorride
“Non sarai mica un poliziotto vero?”
“No sono uno scrittore e mi interesso di persone come te.”
“Che persona sono?”
“Semplicemente uno che ho notato.”
Arriva l’autobus e il ragazzo di colore sale pensando erroneamente di liberarsi di Lenny.
“Mi puoi almeno dire come ti chiami?”
Il ragazzo di colore lo guarda cercando di capire davvero chi sia questo tizio.
“Tutto questo non mi sembra reale e non capisco. Tu non stavi andando da nessuna parte?”
“Io? Si. Tornavo a casa. “ sorride
“Perche’ non hai proseguito?” sorride ironicamente
“Perche’ ho incontrato te.”
Silenzio, il ragazzo guarda fuori dal finestrino e cerca di ignorare questa presenza ingombrante. Lenny gli sta al fianco aggrappato senza troppa convinzione ad una palo ed ad ogni scossone sbatte addosso al giovane che si innervosisce ma Lenny fa finta di nulla.
L’autobus viaggia attraverso la citta’ passando diversi quartieri.
“Stai andado molto lontano. E’ tanto che siamo su questo autobus.”
“Hm”
“Perche’ non mi vuoi dire come ti chiami e dove stai andando?”
“Perche’ non so chi sei! Perche’ non so cosa vuoi! Perche’ penso che tu sei pazzo! Ti basta?”
“Te l’ho gia detto sono uno scrittore. Vado a caccia di persone come te e il mio modo di catturarle e’ quello di conoscerle.”
Silenzio
“Non sono il primo quindi?”
“Certo che si!”
Innervosito “Mi stai prendendo in giro testa di cazzo? Fa di non essere un polizziotto.”
“Guardami bene. Ti pare che ho la faccia di un poliziotto? Ho il fisico di un poliziotto?” Lenny si apre la giacca e fa un giro intorno a se. “Non sono un poliziotto, ora mi puoi dire dove stai andando e come ti chiami?”
“Ogun”
“Dov’e’ Ogun?”
“Mi chiamo Ogun idiota!”
“Ah scusa ... Ogun” ridacchia “Che razza di nome e’ questo?”
“Scusa?”
“Che razza di fantasia hanno avuto i tuoi genitiori per darti questo nome?” ride buttando la testa dietro le spalle
Ogun e’ arrivato a destinazione e scende dall’autobus. Lenny guarda fuori per capire dove si trova e lentamente esce quasi non prestasse piu’ attenzione al ragazzo. Si accende una sigaretta e guarda il cielo.
In pochi istanti Ogun si era allontanato di diversi passi.
Stando fermo dove e’ sceso Lenny ruota il corpo verso destra: “Ehi! Ogun dove stai andando?” gli grida.
Il ragazzo prosegue per la sua strada. Lenny corre con passo indolente per raggiungerlo
“Dove stiamo andando?”
Ogun prende Lenni per il coppino continuando a camminare: “Io sto andando dove sto andando e tu fra poco andrai all’inferno perche’ ti ci mando io. Ti piace il programma?”
“Ok ti diro’ perche’ ti voglio conoscere ma prima lasciami e fermiamoci un secondo a mangiare qualcosa, sono affamato.”
Ogun si ferma e con un gesto stanco delle spalle che scendono verso il basso guarda Lenny.
“No! Ora vorrei proseguire da solo, ti spiace?”
“Certo che non mi spiace ma perche’ riufiutare un buon hamburger eh?” gli fa segno verso la vetrina vicino e sorride.
Non molto distante da dove si trovano Lenny e Ogun una ragazza sta piangendo nel salotto di casa sua. La madre si avvicina e cerca di consolarla mentre alle loro spalle un ragazzo e’ in piedi che le guarda.
Lenny e Ogun si siedono ad un tavolo con un vassosio carico di cibo.
Lenny: “Ho letto su una rivista che ci sono dei posti in India dove ti aiutano a trovare la tua strada. Tu sai qual’e’ la tua?”
“Forse.”
“Non ti piacerebbe sapere qual’e’?”
“Cosa vuoi da me?”
“Sapere dove stai andando!?”
“Non mi hai detto perche’ lo vuoi sapere.”
“Giusto!” sbatte platealmente le mani sul tavolo “Non te l’ho detto” raccoglie una patatina “Tu sai cos’e’ un’intuizione?”
“Credo di si”
“Intendo dire se ne hai mai avuta una?”
“Credo di si”
“E l’hai seguita?”
Ogun fissa immobile il suo panino.
Lenny: “Io ne ho avuto tante, qualcuna ho provato a seguirla ma tante sono passate come un treno che si e’ fermato alla stazione ed e’ ripartito senza di me.”
“Cosa c’entra questo con il fatto che vuoi sapere dove sto andando?”
“Tu oggi sei la mia intuzione”
“Intuizione di cosa?”
Sottovoce: “Non lo so ancora, ho sentito che hai una forte energia. Secondo me stai andando a uccidere qualcuno. Sbalgio?”
Sottovoce: “Secondo te se anche fosse vero te lo direi?”
Sottovoce: “Non c’e’ bisogno, l’ho capito! Sto aspettando il momento di vedere che avevo ragione”
Ogun si stropiccia la fronte perche’ non crede a quello che sta sentendo.
Ogun: “Se ti dicessi che sono un ragazzo come tanti che sta tornando a casa dove mi aspetta mia madre e mia sorella?”
“Be’ in tal caso avro’ sbagliato, forse e’ meglio cosi ... per te! Ho finito di mangiare.”
Usciti Lenny chiede: “Perche’ vai in giro vestito cosi’ se sei un ragazzo normale?”
“Cosi’ come?”
“Come quei rapper che uccidono o si fanno uccidere.”
“Ahhhh ma tu da dove arrivi? Nemmeno mia madre mi fa piu’ queste domande!”
“E’ lontana casa tua? Sono stanco.”
“Nesuno ti ha invitato, non so come fartelo capire.”
“Be’ dopo tutta questa strada non mi vorrai dire che non mi merito un bicchiere d’acqua di casa tua?”
“Sei esasperante! Io non so cosa mi trattenga dal non prenderti a calci nel culo e mandarti via.”
“Forse perche’ sai che non servirebbe a nulla?! Eh ... eh? Dai non ti irrigidire in fondo siamo diventati amici no?”
“Sai cosa ti dico?! Tu sei solo un randagio che vive solo come un cane e attacchi pezze a tutti per avere un po’ di compagnia.”
“Be’ si in parte e’ vero.”
Ogun arriva davanti alla porta di casa sue e Lenny attende alle sue spalle. Dietro a quella porta oltre il corridoio c’e’ il salotto nel quale una ragazza piangeva tra le braccia di sua madre che puntando il dito contro il ragazzo lo malediceva per essersi portato via la fancullezza di sua figlia.
Ogun apre la porta di casa ed entra.
“Ma!”
Silenzio
Ogun cammina lungo il corridoio ed entra in sala.
“Cosa succede?”
Lenny e’ alle sue spalle, si guarda in torno silenzioso.
La madre di Ogun: “E’ tutta colpa sua” indicando il ragazzo alle spalle di Ogun.
Ogun si gira e vede Lenny.
Gli si avventa addosso per strangolarlo: “Lo sapevo!”
“Nooooo!” dice la madre “L’altro ragazzo idiota.”
Ogun sposta Lenny e vede un ragazzo di colore che lo guarda con gli occhi sgranati.
Rivolgendosi alla madre: “Cosa ha fatto?”
“Ha messo in cinta tua sorella quell bastardo!”
Ogun esce dalla sala e corre su per le scale fino alla sua camera.
La madre di Ogun guarda Lenny ma non lo riconosce come uno degli amici di suo figlio e lo ignora.
Lenny si accomoda sulla poltrona e si prepara ad assistere.
Poco dopo la casa e’ assediata dalla polizia. Qualcuno ha sentito degli spari e li ha chiamati. C’e un gran caos, gente che si dispera e piange.
Lenny dalla strada guarda la scena e s’incammina verso una nuova avventura sparendo nel nulla.
Thursday, 4 September 2008
C'e' una cosa di te
Tuesday, 2 September 2008
messaggio dedicato
per te Bea
Tuesday, 12 August 2008
Sunday, 3 August 2008
Joker
To be bad can not exceed to be good at the end of the day.
We all have an ideal picture of us.
We all protect it.
For most it is just a matter of keeping big things balanced.
A demon can ignore it.
He is an absolute.
He keeps doing what others need to stop.
He never quits.
Thursday, 24 July 2008
Tuesday, 1 July 2008
Groopy
Thursday, 19 June 2008
il mio corpo parla e io non ascolto
stress?
Wednesday, 18 June 2008
nota informativa
Mi rimarra' sempre il dubbio di non aver fatto abbastanza ma so anche che questa decisione e' il frutto di un malcontento che deriva da certe decisioni aziendali alle quali non ho potuto dare un indirizzo diverso.
In tutta onesta' penso anche che questa decisione sia il frutto di una non matura visione delle cose.
Tuesday, 17 June 2008
ho visto la regina da vicino
se c'erano dubbi ora so di essere un demete completo
Ho dormito al freddo, mi sono svegliato alle 3 del mattino e nemmeno allora mi sono accorto.
Ora sono fatto completamente e ho la febbbre (credo visto che nono ho il termometro), cio' nonostante no me ne sto tranquillo a casa perche' sarebbe troppo facile guarire.
Quanto vorrei qualcuno che si occupasse di me in questo momento.
sto malissimo :(
Saturday, 14 June 2008
tiro al piattello
C'erano 6 postazioni di tiro, per ognuna delle quali il piattello arrivava da diverse direzioni. Avevamo sei tiri per imparare e 4 per conteggio. Sono arrivato terzo parimerito con Shuan (19 punti) su 30 persone :) Considerando che i primi avevano gia' fatto questa esperienza penso non sia male.
Le difficolta' erano principalente due, sostenere il fucile per lungo tepo e mantenere la concentrazione. Il suggeriento torentone era: keep your mind going
Thursday, 12 June 2008
gola rovente
CHE PALLE!
il romanzo che non c'e'
Tuesday, 10 June 2008
Monday, 9 June 2008
Primo sogno settimana scorsa
Dicevo che ero in questo luogo ed ad un certo punto e' comparso un tizio tipo Freddy Cruger ma con la mia faccia e un cappello in testa triangolare come quello dei militari francesi del 1800
Questo tizio aveva un bambino con se ... e mi chiama per farmi vedere una cosa.
Lui era alla mia sinistra poco piu' in alto di me perche' il suolo era in pendenza e tra me e lui c'era il bambino sdraiato per terra. Questo tizio aspetta un attimo e poi prende un coltello piuttosto grosso e apre la testa del bambino a meta' facendo pressione dal centro della faccia fino dietro la nuca e siccome lasia la parte posteriore del cranio intatta il bambino non muore e mi fa vedere cosa c'e' dentro.
Mentre sognavo mi sono detto che era un sogno e ho fatto per uscirne ma poi mi sono fermato e ho guardato bene. Non ero spaventato o disgustato ma semplicemente esterrefatto e continuavo a dire "Ommio Dio!". Intorno al bambino era tutto molto pulito e anche il gesto del taglio della testa e' stato molto "pulito" con la sola pressione. Glielo ha spinto in mezzo alla faccia con forza finche' si e' aperto in due. Il cervello mi ha anche un po' deluso perche' era piccolo, sembrava quasi cartonato finto, l'unica parte vera era quello che definirei il cervelletto che pulsava e il bambino respirava.
non sono sicuro di voler sapere cosa significa :)
slave
One day you’ll understand that to be a slave is not a matter of choice.
Pensieri di un mattino intenso
“Mai prendere a calci il culo di un collega, un giorno potrebbe essere quello che devi baciare”
E’ un giorno di grandi celebrazioni e siamo tutti in festa. Sono ad un tavolo di persone importanti e che nel settore in cui opero decidono del futuro di molti. Insieme a me c’e’ un altro uomo che lavora per la mia azienda, e’ un francese. Da poco sono stato promosso direttore vendite per tutta l’area Europea e finalmente e’ arrivata anche per me la possibilita’ di festeggiare a mio modo. Chiamo questa persona e lo prendo in disparate. Ci sistemiamo in un angolo scuro del locale dove nessuno ci puo’ vedere. Grazie al mio nuovo ruolo sono nella posizione di decidere del futuro di diverse persone e gli dico che che e’ licenziato e che considerata la situazione lo sconsiglio vivamente di abbandonare il tavolo, non sarebbe carino nei confronti dei commensali. Il piacere di vederlo a tavola sofferente e impossibilitato a congedarsi mi da un piacere profondo. Alle volte mi rendo conto di essere sadico ma mi capita solo con chi si approfitta della mia bonta'.
E' un sogno ad occhi aperti ;)
Questa mattina mi sono svegliato alle cinque in preda ad un pianto inconsolabile. Ho fatto un sogno in cui ero con mio fratello piccolino e mia madre. Ci troviamo in un luogo all’aperto e come nella realta’ di quei tempi mia madre apre il baule di una Fiat Panda per prendere un pallone. Matteo lo calcia e nel tempo in cui mia madre lo va a recuperare io abbaraccio mio fratello e lo stringo forte a me. Non ricordo cosa gli ho detto ma so che lui mi ha risposto “senza di te sto male”. Tutt’ora che sto scrivendo queste parole mi fanno uscire i lacrimoni e non c’e’ modo di fermarli. Sono come un fiume dietro una diga che ogni tanto si abbassa e l’acqua naturalmente scorre.
Mi sento malato con le ossa rotte come quando si ha l’influenza, la gola mi da fastidio ma non ho nulla.
Questa mattina guardavo i segni che ho sulla mano e in prossimita’ dei polsi e non riuscendo a capire di cosa si tratta ho pensato che sono le cicratici del cuore che emergono sul mio corpo.
Sunday, 8 June 2008
incertezza di rilevazione
Uno scostamento maggiore della media degli scostamenti e' piu' facilmente ritenuto falso sebbene possa riflettere un cambiamento del sistema nel quale e' stato rilevato.
Un sistema in mutamento lineare [dinamico] analizzato per un tempo T > n+2 rilevazioni esprime una media dei cambiamenti.
pensieri in corsa
Monday, 2 June 2008
Ho comprato una chitarra
She sounds
I don't
She has a body but no legs
I have both
She knows when it's time
I don't
She express my feelings
I try
She has 6 chords
I have 10 fingers
Monday, 26 May 2008
Monday, 19 May 2008
Sunday, 18 May 2008
Hi senator
he rides like he steals
he steals like he loves
one day maybe somenoe will be glad
to stay with him.
Like a man in a church
don't be distracted
don't smile at him
the priest is yelling
Little boy, words are touching your face
don't be impassive
don't smile at him.
the priest is giving you an advise
with no poetry in his soul.
Tonight when you go to bed
He won't be at you right side
This man won't give you his protection.
Let him free
Clap
Clap your hands while you
Clap your hands if you feel
Clap your hands before
Don't let other do it for you.
Attento tu ...
e basta
fai che la testa non
s'incastra
in quel sorriso mal celato.
Funesto ti ha fregato
e in culo te lo sei
trovato.
Momo'ciste in spanish
Read me
and nothing to ride.
He doesn't have nothing to sell
and nothing to ring like a bell.
They ask him something all time
They say how to do it in rime
but he knows, one day,
when the church will be closed,
the only rime will be the sound of his steps on the sand.
Thursday, 15 May 2008
tentativo
L'oscurita' per quanto densa e' obbligata a lasciare il passo all'incedere del viaggante rinunciando a frazioni dalla consinstenza di un pensiero debole e breve.
a me un bicchiere di
E' una mano che si allunga,
e' una mano che si appoggia
e' una mano che taglia l'aria
e' una mano che si fa seria
e' una mano che si imbarazza
e' una mano che cerca
e' una mano che domanda
e' una mano che gocciola
e' una mano che stringe
e' una mano che pulisce
e' una mano che lascia
e' una mano che fa male
e' una mano che gioca
e' una mano che ricorda.
Monday, 12 May 2008
un momento di ilarita'
Il grande capo lascia l'ufficio ma prima di uscire entra nel mio per dirmi che ci vediamo l'indomani mattina in chissenefrega.
Io stavo guardando un trailer. E' arrivato nel momento in cui si sentiva una donna ansimare.
"C E R T O C I V E D I A M O D O M A N I !"
:)
Sunday, 11 May 2008
nota biografica
Mi preparai, scelsi i vestiti che credevo fossero adatti per l'occasione e mi armai di penna e carta.
Uscito da casa puntai dritto piazzale lotto, molto vicino a casa dei miei genitori, dove sapevo che nei avrei trovato qualcuno alla rotonda sotto gli alberi ed infatti quando arrivai erano li' sdraiati sulle panchine.
Mi dovetti fare molto coraggio per avvicinarmi e per qualche momento camminai poco distante per trovare il momento giusto e laniciarmi verso di loro e feci proprio questo.
Quasi come se avessi preso la rincorsa, mi diressi di passo lesto puntandoli come un bersaglo mobile ma non fu un'idea brillante.
Uno di loro, quello esattamente difronte a me, si accorse immediatamente del mio movimento e si tiro' su come una molla. Io continuai a camminare imperterrito nella sua direzione e lui inizio' ad urale chiamando la polizia. Mi spaventai e dopo qualche istante d'indecisione scappai via come fossi un killer sentendo le urla farsi sempre piu' forti.
Arrivato a casa ero deluso perche' nella mia ingenuita' feci una serie indescrivibile di errori. Pensai di dovermi vestire da uomo per potermi avvicinare a loro che altrimenti non si sarebbero mai fatti intervisatere da un ragazzino e invece l'impermeabile e il resto dell'abbigliamento produssero il primo sospetto agli occhi di quell'uomo. Invece di avvicinarmi lentamente quasi correvo per non perdere l'attimo di convinzione, ma anche questo lo spavento' ancora di piu'. Non seppi come reagire, come gestire la situazione e pensai soltanto ad andarmene.
Non riprovai mai piu' e a distanza di anni anche questo fa parte della delusione.
Momo' @ finto giornalista
un pensiero indecente
Thursday, 8 May 2008
temporaneamente senza titolo
Nacque il giorno piu’ caldo degli ultimi trent’anni nella citta’ piu’ fredda del suo paese e questo fu il suo inizio.
La madre era una donna baciata da ogni disgrazia possible ed immaginabile mentre il padre di queste ne era un ingenuo portatore sano.
Non sono rimasti molti ricordi dei suoi genitori fuori dalla cornice di qualche fotografia che miracolosamente li ha riuniti per qualche istante prima che sparissero inghiottiti dalla bocca di una sirena. Di lei si sa che avesse una calligrafia capace di far innamorare chi l’avesse letta mentre di lui si dice che fosse cieco.
La loro unione non venne mai consacrata di fronte ad alcuna autorita’ di natura religiosa o laica per l’infelicita’ dei loro genitori che, nonostante un’assidua latitanza negli anni, si adoperarono soltanto di fronte a questa scelta insostenibile al cospetto di sua maesta’ il vicinato.
Date queste premesse il cerchio della vita era piu’ che ben avviato ma qualcosa si ruppe il giorno stesso in cui lui venne concepito per volere di un tiro di canna prolungato. Erano in molti a chiacchierare intorno a quel tizzone ardente disposti in ordine rigorosamente sparso come le poche idée che riuscivano ad esprimere. Tra tutti i presenti gli unici due che non si sarebbero mai accoppiati da lucidi sbandarono seguendo la scia del fumo che li porto’ dritto verso una collisione spermovulare.
Fu uno shock talmente grande per entrambi che non parlarono per i successivi nove mesi. Lei credette di aver ricevuto un segno di salvezza e redenzione dal signore senza rendersi conto che non c’era altro signore oltre a quello sopra di lei quando il fatto accadde. Lui credette di essere passato di li per sbaglio ed inciampando nel piede del letto avesse urtato contr di lei che lo accolse a pugni chiusi. Seti un colpo alla faccia e per questo si ritenne giustificato di non ricordare.
Il giorno della nascita l’ospedale venne preso d’assalto da milioni di zanzare impietosite per l’assenza dei parenti che religiosamente aspettarono la novella aggrappati ai coglioni del prete che contava virtualmente le offerte in arrivo per l’uinco battesimo dopo anni.
Quest’ultimo lo sollevo’ sopra la testa. Le gambe del neonato si muovevano senza sosta come se stessero facendo girare le ruote di una bicicletta. Le parole del lupo, nome alternativo attribuito dalla comunita’ al pelato vestito di nero, cercava di recitare il cerimoniale tra i fischi d’asma del barbagianni, il bambino, ora intento a puntare con il dito verso l’immagine di un demone sorridente per l’occasione.
...
Tuesday, 6 May 2008
Monday, 21 April 2008
Friday, 18 April 2008
Accidenti
Vorrei scrivere una storia semplice che racconta di un mondo che non c’e’ o magari come vivo una vita malata e sono incapace di gestirla.
Fatemi trovare un nome per ogni personaggio che vorrei raccontare, fatemi trovare un luogo dove possano vivere e io vi raccontero’ una promessa.
Ci provo.
Personaggi: Codino, Ciuffo e Lacca
Luogo: Una teca di vetro.
Struttura: Non so di che cazzo scrivere non so perche’ scrivere se non per il fatto che vorrei lasciare qualcosa di me su questa minkia di terra e non c’e’ nulla che io sappia fare abbastanza bene.
Mi piacerebbe regalare al mondo una storia meravigliosa come Peter Pan.
Un quadrato di patate fanno da perimetro alla casa di Lacca.
Come un quadro incastonato nell’anello del cielo. Il suo sorriso si faceva sempre piu’ livido di profumi consonanti con il vestito accidentalmente sgualcito.
Un cane abbaiava dal fondo del vialetto e gli uccellini si alzarono in volo senza accorgersi che erano lontani dal bestione piu’ di trecento sbattiali.
Il cannibale spacco’ il torace della sua vittima e con una forchetta tolse qualche pezzettino di pelle grattandola via con insistenza. Un capello si poso’ sul sangue coagulato e lui ne rimase disgustato. Accompagno’ il cadavere alla porta dicendogli che non era piu’ degno di rimanere per cena. Un misero capello se lo era portato via.
In piedi nel centro della stanza bianca si faceva largo tra le catene con un cielo di bambu’ il sabotaggio di una riviera fragile e difficile da sedare foggiata di recente con julio precotto e una drift.
Movimento durante fucine gli chiudo per dovere di unitarieta’ degli orti certi.
Conattuale unico porte pertolio liopnaderto in un a scolertaciolirtu, cuin dofre e frogliosio portale iunt.
Ritmo ritmo ritmo rimto rimto rimto
Cadaveri cadaveri cadaveri
Il ritmo di un fucile che spara i colpi della morte sono piu’ rapidi del ritmo di un fucile che spara colpi di liberta’.
Esistono colpi diversi?
Tuesday, 15 April 2008
Lavoro
I tuoi successi vengono regolarmente commentati in ufficio e pure... all'esterno. In realtà questa carta parla di successo in senso lato. Impara fin d'ora i trucchi della vita delle star, potrebbero esserti utili... Non sottovalutare nessuna delle tue esigenze: si faranno in quattro per soddisfarti.
Ti trovi in una fase delicata, quella della transizione tra un passato definitivamente morto e un avvenire professionale da costruire secondo i tuoi desideri.
Dovrai rinunciare a certi atteggiamenti poco costruttivi o ambizioni che mal si adattano alla tua personalità. Questa tappa che ti costerà fatica, sarà necessaria per capire quali sono i tuoi obiettivi.
Monday, 14 April 2008
In Italia
Viaggiamo ancora per intuito e fortuna lasciando ad altri paesi l'ingrato compito di fare pianificazione e sviluppo a spese nostre.
Se ti arrangi vinci altrimenti compila questo modulo!
Mo'rtacci vostri
L'immigrazione e' una questione Europea
Non ci vuole una laurea in toponomastica per sapere che una volta sbarcati dall'Africa si approda in Italia.
Momo'stica
Dopo la guancia ...
... porgi il portafogli e sorridi che potrebbe andare anche peggio.
Mo'rditiilculo
Sunday, 6 April 2008
Momo'@London: Ho cambiato faccia per non perderla
riposto questa vecchia pagina perche' rileggendola mi sembra ancora molto importante
Fisica
La Fisica (dal latino physica, a sua volta derivante dal greco φυσική, physiké – sottointeso téchné – ovvero "arte della natura", e da physis, "natura") è la scienza della Natura nel senso più ampio.
Originariamente una semplice branca della filosofia (per lungo tempo è stata chiamata filosofia naturale), grazie alla codifica del metodo scientifico di Galileo Galilei, negli ultimi trecento anni si è talmente evoluta e sviluppata ed ha conseguito risultati di tale importanza da avere messo in ombra la filosofia stessa, con cui però mantiene un legame profondo. I fisici studiano in generale il comportamento e le interazioni della materia attraverso lo spazio e il tempo. Nella visione affermatasi con la teoria della Relatività Generale, spazio e tempo sono considerati anch'essi fenomeni fisici, e non semplicemente lo scenario in cui questi avvengono.
Entropia
In termodinamica l'entropia è una funzione di stato che si introduce insieme al secondo principio della termodinamica e che viene interpretata come una misura del disordine di un sistema fisico o più in generale dell'universo. In base a questa definizione si può dire, in forma non rigorosa ma esplicativa, che quando un sistema passa da uno stato ordinato ad uno disordinato la sua entropia aumenta.
Flusso entropico convettivo
Se il tipo di variazione entropica è dovuto a masse entranti o uscenti dal sistema.
(Galileo Galilei, Il Saggiatore)
« La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l'universo), ma non si può intendere se prima non s'impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne' quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto. »
Thursday, 3 April 2008
Four Rules of Time
By: Brian Tracy
There are four rules of time. The first is that time is perishable. This means that it cannot be saved. In fact, time can only be spent. Because time is perishable, the only thing you can do with it is to spend it differently, to reallocate your time away from activities of low value and toward activities of higher value. But once it is gone, it is gone forever.
Time Is Indispensable
The second rule of time is that time is indispensable. All work requires time. No matter what it is you want to do in life, even looking out a window or sleeping in for a few extra minutes, it requires a certain amount of time. And according to the 10/90 Rule, the 10% of time that you take to plan your activities carefully in advance will save you 90% of the effort involved in achieving your goals later. The very act of thinking through and planning your work in advance will dramatically reduce the amount of time that it takes you to do the actual job.
The Currency of the Future
The third rule of time is that time is irreplaceable. Nothing else will do, especially in relationships. Time is the only currency that means anything in your relationships with the members of your family, your friends, colleagues, customers and coworkers. Truly effective people give a lot of thought to creating blocks of time that they can then spend, without interruption, with the important people in their lives.
Spell the Word Correctly
There is a question: "How do children spell the word 'Love?'" And the answer is "T-I-M-E." It is the same with your spouse, as well. The important people in your life equate the amount of time that you spend with them, face to face, head to head, knee to knee, with the amount that you actually love them.
Grow Your Relationships
The more time that you spend with another person, especially a member of your family, the deeper grows your understanding and affection for that person. If you get too busy to spend time with your children, you eventually lose contact with them and they go off into their own personal world of school, peers and other activities.
The Key to Goal-Achievement
The fourth rule is that time is essential for accomplishment. Every goal you want to achieve, everything you want to accomplish, requires time. In fact, one of the smartest things you ever do, when you set a goal, is to sit down and allocate the exact amount of time that you are going to have to invest to achieve that goal. The failure to do this almost always leaves the goal unaccomplished.
Action Exercises
Here are two things you can do immediately to put these ideas into action:
First, decide today to redirect and reallocate your time away from low-value tasks and toward high-value activities.
Second, make a plan to spend more time face-to-face with the most important people in your life. The more you think about the use of your time, the better you will become.
Wednesday, 2 April 2008
Easy
You know when you lose someone, you don't want! and when you are about to lose someone the main concern is not to lose yourself but you don't know about it ... I feel lost, what does that mean?
BallGlass
beautiful sensation
Sometime I feel like a chicken running to nowhere and probably this is the case!
Case @ Mo' '
Abbracciamoci
Giuseppe e' rimasto vedovo da pochi mesi. Siamo amici da tanto tempo e questo perche' siamo cresciuti in un luogo sperduto e senza altri coetanei.
Ieri tipo che gli dico.: "Vedi quelle scarpe con la suola strana. Servono per camminare meglio. Vanno alla stra grande, anche i VIP le usano"
E lui mi risponde che gli fanno cagare perche' abbiamo tutti bisogno di un aiuto. Dovremmo camminare a piedi nudi. Il corpo ci pensa lui a fare quell'ondeggiamento che ti fa fare quella scarpa li.
Io tipo che non gli rispondo perche' mi sono cadute le palle.
Giuseppe e' un esperto di arti marziali.
Io manco lo cago piu' e gli chiedo come va e lui tipo mi dice che ha trovato una con cui esce. E' scattato qualcosa sai dice lui e io penso che 3 mesi prima eravamo al funerale della sua lei con la quale ha vissuto l'80% della sua vita. Abbiamo 46 anni.
Dopo due ore mi dice che ci ha ripensato e quelle scarpe ci stanno dentro.
Forse e' per questo che manco gli dico piu' niente.
Momo'chenonsaparlare
Paragrafi di scuse
Ne ho tanti da poterne perdere per strada a pacchi come risme di carta non rilegata.
Questa frase non significa un tubo :)
Alle volte preferisco scrivere stupidate piuttosto che guardare la TV o un film.
M
Tuesday, 1 April 2008
Sunday, 30 March 2008
I'm not enough in it
Do you hear me?
There
Drink some of that
You notice
Don't be shine
And has just begun
You kill me boy
Don't do it to me
To anyone at all
Just inside of this store
What a beautiful sea
I do
What do your Lucy look like?
You do remember, don't you?
Not to stop, not to speak
Just deliver the letter
There is not need for this
Let me out
Momo' Todd
Thursday, 27 March 2008
Wednesday, 26 March 2008
Sbandati
46, 36, 22 x 2 e 16. 4 uomni e 1 donna.
Dopo aver consultato il meteo per sapere cosa aspettarmi dai giorni di Pasqua ho capito che sarebbe stato un fine settimana molto inteso. Prevista neve, 0 gradi, 4 amici e un'intera citta' da visitare.
Il giorno antecedente l'arrivo dei miei amici sono andato a fare la corsetta di fine settimana per cercare di contenere gli argini che vorrebbero cedere al pensiero dell'eta' che avanza. Mentre correvo ho visto i raggi di sole precipitare al suolo facendosi largo tra i rami e i fiocchi di neve. "In deep" di Bird York suonava nelle mie orecchie.
In quello stesso giorno nell'arco di poche ore ho visto le nuvole, la pioggia, la neve col sole, il vento e il freddo darsi il cambio cosi rapidamente che il mio umore ad un certo punto si e' dimesso per eccesso di stress.
Ogni qualvolta il tempo volgeva al meglio parlavo al sole affacciato dietro le nuvole per chiedergli di rimanere fermo cosi ma puntualmente si nascondeva vergognoso.
Puoi immaginare cosa significa lasciarsi guidare emotivamente da un soggetto tanto instabile? E' la pazzia, quella vera!
Ad ogni modo l'indomani arrivano all'aeroporto ed io sono li' che li aspetto con gioia. Le note di Amy facevano da colonna sonora del momento ma decisi di non voler nessuna distrazione o forse semplicemente non volevo che le mie emozioni venissero guidate artificiosamente e cosi spensi tutto.
Ora la compagnia degli sbandati era al completo, manca solo la macchina fotografica ma non si puo' essere perfetti. Primo stop al gabinetto dell'aeroporto mentre si controlla con frenesia che il cellulare abbia gia' imparato a parlare la nuova lingua, il roaming.
Ci avviamo verso casa col treno, una stronza con la faccia da stronza ci segnala che non possiamo prendere il treno che vogliamo ma soltanto quello per cui abbiamo pagato il biglietto. Per assicurarsi che avessimo capito mi ha seguito parlandomi un inglese pessimo, credo fosse dell'est per il suo volto spigoloso come i suoi modi.
Forse avrei dovuto prendere un taxi e mi sentivo in colpa per non averlo fatto cosi' decisi di razionalizzare la cosa dicendo che in treno avremmo avuto un'esperienza piu' londinese.
Usciti dalla stazione di Putney Claudio sente l'urgenza di dovermi comunicare le sue prime sensazioni per quanto stava vedendo. Non ci sono palazzi alti e soffocanti come si era disegnato nella sua immaginazione e questo lo faceva sentire piu' a suo agio vedendo che in fondo Londra non e' poi tanto oppressiva.
Lasciate le valigie nell'appartamento ci avviamo per cercare del cibo. Mentre provavo a fissare le aspettative rispetto alle usanze alimentari di questa citta' ci stavamo congelando le palle e con mio grande stupore tutti concordarono sul provare l'esperienza Wagamama.
Troviamo Peppe, cameriere romano che ci aiuta nella scelta. Sfortunatamente il mio tentativo di chiarire che si sarebbero dovuti scordare del cibo italiano per non incorrere in una grande frustrazione non e' servito molto per alcuni di loro. Da un lato vedevo l'atteggiamento tipico di noi italiani che fuori dalla bistrattata patria quando siamo a casa e amata quando siamo altrove facciamo fatica ad accettare che ci possono essere cose diverse da quelle che conosciamo, dall'altro i ragazzi arrivano dalla Toscana ... come si fa a non capirli?
La serata prosegue distesi sul divano guardando le bolle che scoppiano dal naso di Giulio. La notte passa attraverso il rumore del mio sonno profondo.
E' mattina presto e ci gettiamo velocemente per strada in cerca di cibo nuovamente. Obbiettivo English breakfast. Sfortunatemente non c'e' aperto un cazzo di niente e torniamo mesti verso casa. Alcuni andranno a rifornirsi da MC Donald mentre altri si adoperano per recuperare qualcosa nel negozio Indiano. Mi esisbisco in una preparazione quasi impeccabile di bacon, stracciatella di uova, e pomodori saltati. Tutti contenti, meno la lingua di Giuglio cremata dal caffe' take away, ci avviamo alla scoperta della citta'.
Harrods e' l'unica richiesta seria che mi era stata fatta prima del loro arrivo ma quel giorno non saremmo potuti andare causa chiusura cosi' optai per un giro che ho definito in seguito standard. Da Waterloo station si cammina fino al London Eye per proseguire verso il BigBen e ancora in direzione Buckingham Palace costeggiando St. James's Park.
Grazie al fottuto freddo siamo arrivati a malapena al BigBen con una sosta di circa mezz'ora in una grossa salagiochi ai piedi del London Eye. Io che ero preoccupato di trovare qualcosa da fare per Valerio ecco che improvvisamente mi rilasso perche' ora e' lui quello meglio rifornito di stimoli. Tentiamo anche di prendere una stecca di cioccolato da una di quelle macchinette infernali con il braccio meccanico buono a nulla se non ad ingurgitare 3 dei nostri pounds.
E' ora di pranzo e le opzioni sono Nando's, scelto da me, e l'Hard Rock Caffe dove troviamo una fila di un ora cosi decidiamo di versare le nostre lacrime di dispiacere nello store dell'Hard Rock stesso che rusciremo ad alleggerire di un buon numero di borse a 5 pound per chi fa una spesa superiore ai 25. Un po' di amici da accontentare con regalie ora sono sistemati. Valerio vince una felpa rossa che piace tanto a Claudio e per questo forse non vale la pena insistere su qualcos'altro.
Dopo una camminata che ci sembro' lunga quanto la processione di Taranto arriviamo di fronte a Buckingham Palace. Claudio fa notare che quell'edifcio e' uno dei punti di potere del mondo e Annachiara mi chiede se quelle che vediamo sono le finestre da dove si affaccia la Regina. Io ammetto la mia ignoranza ma non sapevo che la regina e il Papa avessero le stesse pessime abitundini.
Ci infiliamo dentro un MC Donald dove finiremo il pasto con uno carico straordinario di proteine grazie ad un gioco bastardo che quelli del marketing hanno inventato per poter finire le scorte dei panini. All'uscita propongo di vedere la chiesa affianco ma in tutta risposta ho ricevuto la faccia di disgusto che ci mi sarei aspettato quando si e' prospettato di dover mangiare da MC Donald come ultima spiagga.
Ci sono due cose che possono far dire ad un turista di aver vissuto londra nel modo migliore. Prendere la metropolitana e prendere una birra al pub. Niente pub per tutto il soggiorno.
Dopo due metropolitane siamo in Piccadilly Circus e non si sa come subito dopo siamo dentro un'altra sala giochi immensa dove abbiamo fatto rifornimento di caramelle. Nel frattempo il sole si degna di presentarsi ai miei ospiti per la prima volta mentre la temperatura rmane saldamente aggrappata allo zero, avrei preferito quello assoluto garantendomi una morte immediata piuttosto che quella lunga agonia. Claudio mi racconta che nello spazio ci sono escursioni termiche di 200 gradi tra il sole e l'ombra. Lo stesso tra la mia faccia sorridente e quella incazzata pensai.
Dopo due metropolitane siamo arrivati sotto casa dove troviamo della spazzatura per terra e questo non mi fa fare bella figura. Io mi difendo dicendo che e' colpa del vento.
Day one finisce davanti ad un piatto di spaghetti al pomodoro preparato da Claudio, la nostalgia era insostenibile e tutti si sono sentiti meglio, in fondo anche io.
Finalmente sorge il nuovo sole e la neve cade a fiocchi grandi come limoni. Siamo tutti di fronte alla finestra increduli. Piu' volte cerco di dire che il fatto e' in se' eccezionale e per questo va considerato un privilegio.
Claudio e Annachiara decidono che i capelli di Valerio sono inguardabili e cosi lo lavano e lo asciugano. Tutto cio' non fa onore alla mascolinita' che affiora dalla sua faccia sotto forma di barba. Ma come lui stesso dice con le donne fa l'adulto e a casa fa quello che e' o crede di essere aggiungo io, cioe' poco piu' che un bambino.
A pochi passi da casa riusciamo a fare la colazione che tutti si aspettavano dal giorno precedente. Ovviamente c'e' chi opta per pane e marmellata e Claudio ci ha regalato un momento di allegria quando mi chiede se si puo avere del te'.
Partiamo carichi di aspettative per quello che ci aspetta da Harrods ma ne usciremo pesti come un pugile datato. Valerio non trova il piano dei giocattoli da provare e forse lo hanno tolto perche' qualcuno ha esagerato dice lui. Claudio ci segue con pazienza mentre Annachiara scopre di non avere potere d'acquisto da queste parti e la sua mente si sposta ai negozietti sotto casa mia dove potra' avere il suo momento di gratificazione senza doverci lasciare una fortuna. Giulio e' incerca di qualcosa per il matrimonio di un suo amico, forse una cravatta rossa abbinata ad un foulard. Anche lui uscira' a mani vuote.
Consumiamo il pranzo in un bar dove troviamo un cameriere che Claudio vorrebbe portare via con se' per quanto gli e' simpatico.
Il piano ora dice che da Picadilly Circus risaliremo la corrente come i salmoni verso Oxford Circus nuotando in Regent Street. Zizzagando da una sponda all'altra del fiume entriamo in diversi negozi lasciando ogni volta il portafogli ben protetto nella tasca fino a che ci imbattiamo nello store di Apple. Una volta Giulio avrebbe comprato compulsivamente un oggetto come l'i-Phone ma ora no. Annachiara mi chiede a che ora chiudono i negozi ed io che non ho mai fatto attenzione a questo dettaglio ora lo vedo diventare un immenso fallimento della mia missione di guida turistica. Fammi la richiesta le chiedo ed e' li' che mi accorgo di aver avuto vicino il suo corpo nelle ultime ore ma non il suo spirito volato altrove. Bisogna tornare subito verso casa le dico e dopo aver raccolto tutti ci avviamo sempre a mani vuote verso Putney dove arriveremo in meno di 30 minuti. In fondo abito in un posto non centrale ma vincino.
A questo punto il gruppo si divide tra chi vuole riprendere la temperatura corporea in casa e gli shopper. Cazzo i negozi chiudono alle sei ma gia' poco dopo le cinque ti sbattono fuori, e da noi queste cose non le fanno. Qui se ne fregano, si vede che sono ricchi!
E' finalmente arrivato il momento di Nando's ma capisco subito che la scelta non e' delle migliori perche' il pavimento trema e qui tra poco ci crollera' il tetto in testa dice Valerio. Espongo le leccornie del locale e quando introduco i livelli di piccante capisco che non e' il mio mestiere fare da accompagnatore. 3 persone su quattro per compiacermi non hanno voluto dire apertamente che il piccante non lo sopportano cosi' decido di alleggerire la pillola puntando il dito su una definizione di piccante per bambini, peccato che qui nascono con la bocca carrozzata. Vabbe' facciamo le nostre scelte e la cena finisce discorrendo di marachelle giovanili. Claudio ci solletica con un'intro da romanziere ma preferisce proseguire a casa cosi alziamo il culo e ci avviamo. Una volta a casa riprendo il discorso ma qualcuno ha cambiato idea. I figli seguono le gesta dei genitori per questo sebbene ne avrei di cose da raccontare non posso di fronte a Valerio.
Spero invano di non disturbare il sonno altrui con il mio particolarmente rumoroso in quei giorni ma non solo non e' cosi, Annachiara decide persino di guardarmi attentamente perche' incredula del baccano che produco vuole capire come faccio. Che vergogna!
Appuntamento alle 10.20 per dirigersi verso la stazione. Valerio, Giulio e Annachiara escono a chiudere il cerchio dello shopping mentre Claudio mi confessa di vedere una donna con la quale e' scattato qualcosa. Io gia' lo spevo perche' Annachiara me ne aveva parlato precisando il suo sentimento di rifiuto per la persona e l'incredulita' che cio' possa essere accaduto in cosi' poco tempo dopo la morte di Patrizia. Claudio, che a cusa di questo non parla piu' con Carla e men che meno con Andrea, si difende dicendo che il mondo ti vuole vedere soffrire per poter accettare che si possa ricostruire una vita. Mi astengo.
Arriviamo all'aeroporto. Ci salutiamo con la promessa di una prossima visita a molto presto.
Torno verso casa sullo stesso treno di quando arrivarono e guardando fuori dal finestrino rivedo i momenti che abbiamo passato insieme. La casa ora e' vuota come a principio.
Chissa' se ci sono momenti mgliori dei momenti peggiori quando nemmeno questi non sono poi tanto male.
Con Giulio abbiamo parlato di sogni come quello di avere una scuderia di moto.
Con Annachiara abbiamo parlato di un suo possibile matrimonio nei prossimi uno o due anni ma anche del suo sentirsi responsabilizzata per la vita di Valerio sebbene non gli venga richiesto.
Con Valerio abbiamo parlato di come suona la batteria.
Con Claudio abbiamo parlato ma non sono sicuro che abbiamo comunicato. Di sicuro so che il costo delle telefonate era uno dei suoi aromgomenti preferiti.
Guerra aperta
Non mi stupiro' se mi chiederanno di lasciare l'azienda!
Sono spaventato e credo sia normale aver paura di perdere il lavoro ma in cuor mio so di aver agito secondo principi etici e in difesa degli interessi dell'azienda.
Penso che sto reagendo in modo eccessivo ma evidentemente sono state toccate alcune corde che suonano antiche melodie stonate e la cosa migliore che posso fare oggi e' di ascoltarle per farne svanire l'effetto di atterrimento.
Momo' trema e ha le mani fredde
Tuesday, 25 March 2008
Pasqua
Anche qesti giorni sono passati ed eccoci di nuovo nella vita di sempre e forse anche un po' piu' rincoglionito del solito.
Sto covando cose e vorrei scriverle ma sto anche preparando i piani per domani mattina e non mi posso permettere distrazioni ma prometto che tornero' presto per raccontare come sono stati questi giorni in compagnia di Annachiara, Valerio, Giulio e Claudio.
Baci sbandati
Friday, 21 March 2008
I can be wrong
Ho una paura fottuta di sbagliare. Per la prima volta mi e' stato affidato un ruolo di responsabilita' e non so se ne sono all'altezza per questo l'unica cosa che mi viene da pensare ora e' che sbagliare e' una possibilita'.
I hope it will take me focused!
Momo'rito
Thursday, 20 March 2008
just about
Mr. Paul Turner - Protagonist
Mr. Jonathan Kaminsky - President
Mr. Anton Marcus - Vice President
Mr. Greg Smith - Snake
Mr. Justin Parker - Paul friend
A room in a building. Two man are talking one is listening.
Mr. Turner: There are two issues here. One is personal and one is professional. The professional side of this story says that this guy is not mature to run the business. Did you get it?
Mr. Kaminsky: What do you want me to do?
Mr. Turner: I won't say one word about what you should do. You are the president and you will take your decision. You know what I mean? I will give all the information to take the decision you want because I don't want no one in this company will think it was a decision I wanted.
Mr. Kaminsky: But if you are talking is because there something you would like to see happen. Am I right?
Mr. Turner: Yes of course. But it won't never come out of my mouth. Everything you need to know is that when you chose your people you are taking a decision on how you want to run the business. Am I saying something wrong?
Mr. Kaminsky: ... no.
Mr. Turner: You are the president and I need to trust you, I have no choice! I need to trust you but if I see you on a wrong way I also need to see you take a decision and change the way you are walking. What I tell you now is that some time is possible to play the game as he likes but some times not. We are the little fish in the pool, thats' it!
Mr. Kaminsky: It is happening, isn't it? (he turn the face to see Marcus)
Mr. Turner: I let you think about it, right? ( he turns around to leave the room)
Mr. Kaminsky: What about the personal?
Mr. Turner: The personal what?
Mr. Kaminsky: Don't play with me Paul.
... silent ...
Mr Turner: I tell you some ... even better I ask you something. Do you have any ... idea how long did I take to create a good reputation about myself? 5 years! I worked hard every single day, hard like walk with a stone in the shoe. I ask you some again. Do you know what was my first mission when I joined in that company? I was ... in charge ... of the paper archive! Does it seem a joke?
Mr. Kaminsky: silent (look at Turner with open eyes and no movement in the face)
Mr. Turner: It is not. I know it sounds like ... (with very low voice) it is not . I was the man of the paper archive in the biggest IT company in the world.
Mr Kaminsky: silent (keep going listening with no movement)
Mr. Turner: A room like that, with paper records for 800 hundred employees and even though was empty for two part out of three. You took a person in a completely different position and it all happened in five years so I need to know that I'm still in the right company because I won't let anybody to destroy what I build year after year, nor him neither you.
correre
ci sono voce del verbo esserci
giocare voce del verbo esserci
mangiare voce del verbo esserci
sognare voce del verbo esserci
comunicare voce del verbo esserci
lavorare voce del verbo purtoppo
Sunday, 16 March 2008
It won't take long
Sit close,
the breath jump s6x times out of t12ve,
My heart run t3ee times out of s6x.
Keep your mouth close,
I can't hear you,
stupid thought just shut up,
jump out of me but
please not with my last breath.
Momo' worries
Dry eyes
It so long I've been looking,
my eyes are dry.
No matter what,
colors spread on the river.
I close and see.
Once forever in mind
put your sign in the sky,
close to mine.
Hey hey hey hey
I haven't seen you for years
I haven't seen you for years,
too many days,
I just wondered.
Do you have any ...
put yourself away.
She was engaged since was sixteen.
Put a bullet in a target
C'mon@
come si fa
Ho dimenticato come si fa a respirare, l'aria faticosamente entra nei miei polmoni pieni di merda.
Ho dimenticato come si fa a piangere, le lacrime si asciugano prima di toccare l'aria.
Ho dimenticato come si fa a dimenticare, i pensieri scivolano sulle tempie irte come montagne.
Ho dimenticato come si fa, non ti prendere gioco di me ora.
Ho vissuto al contrario e di questo saro' eternamente grato, cosa mi regalerai domani ha gia' un posto dedicato.
He
He is my bro, running to the center of the field.
He scored, he launched a kiss to me.
Donno what to do
He is my bro ... ciao with my hand!
MaMa @ Momo'
Ain't crashed
I push my thoughts on side,
they gently slip away.
I still stay in contact
they smell like fingers.
One is gone,
few maybe,
impossible to call them back
I need to touch you again.
It's forty dollars
Age in age fathers gave testimony
Our fathers were warriors, we will be grandfathers again.
Saturday, 15 March 2008
Sunday, 9 March 2008
Team | Leyton Orient
Thank to Jonno yesterday I enjoyed my first football match and now I know which club I will support :)
Leyton plays in first division which means serie c in Italy.
We lost unfortunately but the team looks good.
The experience was very good for several reason, the most important one is the massive presence of children. In Italy it is only a dream!
Friday, 7 March 2008
Tuesday, 4 March 2008
Thursday, 28 February 2008
Mi sono intervistato II
S: Non e' facile dare una risposta perche' sono state due esperienze molto diverse tra loro e apprezzabili entrambe per aspetti diversi. Fare la regia di uno spettacolo e' molto difficile e faticoso, ma e' anche particolarmente gratificante.
tbc ...
Swing reaserch Interruption
Wednesday, 27 February 2008
Napoli: Velardi in maglione, Lady Mastella lo sgrida
Perche' nessuno sgrida quello seduto tre posti piu' a destra che ha un atteggiamento fisico annoiato e quindi inaccetabile?
Vorrei vedere i politici in piedi quando si devono riunire, forse starebbero piu' svegli!
Momo' @ res-pub
Friday, 22 February 2008
Riding in Richmond Park
Thursday, 21 February 2008
Mi sono intervistato
R: Non mi formalizzo molto ma possiamo tranquillamente iniziare con il lei ed eventualmente passare al tu.
Q: Le hanno consegnato un premio importante di recente. Pensa possa aiutarla in futuro per i progetti che vorrebbe realizzare?
R: Sinceramente credo lo sappiamo solo io e lei essendo la stessa persona e anche se la ringrazio per avermi attribuito questo merito, purtroppo temo sia davvero solo frutto della sua immaginazione.
Q: Mi sta dicendo che non ha progetti da realizzare?
R: Veramente i riconoscimenti fanno di me un uomo pieno di progetti ma come sa ora non sono nel mio paese e fino a quando non torno non si possono realizzare.
Q: Sono progetti legati al nostro paese quindi?
R: No, solo che mi costa meno farli li e questo si scontra con la mia volonta'. E comunque prima devo concludere questa esperienza e fare delle grandi cose per il paese dove vivo ora e per l'azienda che, credendo in me, mi ha offerto opportunita' davvero importanti.
Q: Come pensa di conludere questa sua esperienza fuori dall'Italia?
R: Diciamo che subito dopo aver tenuto tra le mani il premio da lei citato pocanzi mi sono subito reso conto che sarebbe iniziata la vera sfida e questo mi induce a pensare che la conclusione sia ancora lontana. Ci sono molte cose da fare e prendero' l'impegno molto seriamente. Come lei ha citato ora sono fuori dall'Italia e questo costa molto dal punto di vista personale ma credo che se rientrero' in Italia, e per ora non lo ritengo una cosa certa, sara' solo dopo aver attraversato questa esperienza dalla quale mi aspetto molto professionalmente.
Q: Passando a cose meno serie, so che e' un grande tifoso del Milan. Ha avuto modo di seguire la partita di ieri sera?
R: Vedo che sei molto informato. Si, ho seguito i ragazzi grazie ad una pizzeria sotto casa che ha trasmesso la partita. Ho sofferto molto, perche' non ho digerito fino a questa mattina ma sopratutto vedendo tanto talento e la speranza per un futuro promettente che oggi si chiama Pato in una situazione di scarsi rifornimenti. In ogni caso un pari fortunato e importante.
Q: Grazie per il tu. Altro argomento leggero. Come pensi di conciliare il tuo amore per le arti e il lavoro che ti da maggiori certezze sopratutto economiche?
R: Non credo si potranno mai conciliare. Dubito mi mettero' al soldo di qualcuno per esprimermi qualunque sia la forma che scegliero' e continuero' ad impegnarmi a far crescere l'azienda in cui lavoro.
Q: So che ti attribuiscono un brutto carattere ma che non ti riconsoci con questa definizione che danno di te. Mi sai dire qualcosa di piu' a riguardo?
R: Io tendo a prendere il ciuffo quando giro sulla giostra ma allo stesso tempo non ho ancora imparato a tirare su l'asse del gabinetto quando sono obbligato a fare solo la pipi.
Q: Ci sono ragioni particolari per cui non tiri su l'asse del gabinetto?
R: Inizialmente pensavo fosse una reazione ad una educazione severa ora invece ho capito che la prima cosa che faccio normalemente e' slacciare i pantaloni e non sopportando spifferi sulle chiappe mi risulta impossibile abbassarmi.
Q: Insomma la metafisica dell'esistenza sta lasciando spazio ad una percezione reale delle cose. Gli anni degli studi in filosofia sono lontani quindi?
R: Erano lontani anche quando li stavo vivendo.
Q: Nessun rimpianto nella tua vita?
R: Aver abbandonato la via che mi poteva consegnare nelle braccia di un intervistatore migliore di lei.
Q: Le ho detto qualcosa di male?
R: No, semplicemente che se si decide che la nostra conversazione puo' essere gestita dal lei al tu e' fondamentale anche il passaggio di ritorno altrimenti i lettori non avrebbero modo ti trovare eccitazione in quello che mi sta constringendo a dire.
Q: Sono andato ai parchetti con i miei figli lo scorso fine settimana ed ho trovato interessante guardarli mentre giocano. Pensa che mi sto defocalizzando?
R: Assolutamente si, la ritengo infatti un irresponsabile. Questa era una consulenza e la prego di versare 300 euro sul mio conto.
Q: 300 euro sono un terzo del mio salario.
R: Un terzo mi basta non si preoccupi.
Q: Come vede l'evolversi della scena politica italiana?
R: Vedo con piacere che la "i" di italiana e' minuscola come mi hanno insegnato a squola ma sopratutto riferita all'Italia della politica. All'estero c'e' interesse e curiosita' per il nostro paese in questo momento storico e grazie alla politica stanno crescendo enormemente. Spero un giorno diventeremo un pochino piu' antipatici.
Q: L'intervista e' finita la ringrazio e le faccio i miei migliori auguri.
R: Io invece la ringrazio per aver rispettato la scaletta e credo questo le sara' di aiuto per il suo futuro di imprenditore nel mondo dei media.
Tempo di lettura: pari.
Tuesday, 12 February 2008
A caval donato ...
e non ho visto
che un uomo tristo
e mezzo malato
somigliante a cristo.
Giocava contando
uno ad uno
i denti dell'animale.
Cantava sognando
un castello reale.
Ogni dente
un mattone
ed infine
divennero un milione.
Mori solo
come un coglione.
Momo' @ in-verso
Sunday, 27 January 2008
Solitudine
Esiste sicuramente una solitudine esistenziale ma il primo che si lamenta con me dicendo che si sente solo lo prendo a calci in culo!
Momo' serafino
Monday, 21 January 2008
Sunday, 20 January 2008
Easy
A murder is an inconvenient act that only an human being can do because has power to decide about the life of someone else.
It seems that a murder is a matter of decision.
Why people are so far from to feel liable.
I 4 4
feel like in prison,
feel uncomfortable in all places.
wonder to be on the way home one day,
wonder there is a way home.
It is time to realize, I guess.
Friday, 18 January 2008
Tuesday, 8 January 2008
All The time I waNted
Era brezza che mi pizzicava il naso, prima che la vedessi. In dosso una giacca di renna marrone, i capelli lunghi e scuri, era bellissima per me.
In casa guardavo le sue cose chiedendomi se avesse lasciato qualcosa di indispenabile, qualcosa per cui tornare.
Quanto ho aspettato quel momento non sapendo quando. Al suo arrivo sembrava non mi avesse mai lasciato.
Mi ha accarezzato e ci siamo incamminati, mi ha guardato e parlato, siamo entrati in un museo del colore della sua giacca e io l'ho amato perche' mi ha fatto sentire dentro il suo abbraccio in ogni istante.
Perche' ho dovuto perdermi tra i tuoi feticci per toccare il tuo cuore?
Quel giorno ci siamo dovuti salutare ma so che anche tu mi hai amato, mamma.
Momo' ...... sta invecchiando in silenzio {come sempre}
Friday, 4 January 2008
Orlare stracci II
“I have thus wished a lot of being able to quit from situations when I was a child that still today I do not know to take decisions for fear to always compromise to me in order.”
“Ho desiderato cosi' tanto di poter uscire dalle situazioni quando ero un bambino che ancora oggi non so prendere decisioni per paura di compromettermi per sempre.”
In due parole:
Un padre torna a casa dopo una lunga assenza per prendersi cura di un bambino.
Capitoli
1. Lollipop
2. Plat du jeur
3. Il grande progetto
4. Al party di amici
5. Qualcuno ha bussato
6. Ho finito di mangiare
Lollipop
A distanza di diversi anni esiste ancora un buco nella mia memoria che mi impedisce di ricordare cosa successe esattamente il giorno che andai a sbattere la testa contro un compagno di scuola. Mi risvegliai accovacciato in equilibrio sulle punte dei piedi e non saprei dire come fossi rimasto in quella posizione senza controllo del mio corpo. L’insegnante si rifiuto’ di accettare che fossi svenuto, probabilmete piu’ preoccupata del fatto che questo potesse avere maggiori ripercussioni sulla sua condotta di tutrice piuttosto che sulla mia salute, ma e’ l’unica cosa di cui sono sicuro avendo chiara la sensazione del risveglio. Ad ogni modo la ricostruzione della dinamica non e’ difficile e questo dovrebbe essere sufficiente per colmare quel blackout eppure lo vedo di fronte a me cosi’ come e’, uno schermo nero.
Spuntino
Un uomo tenta disperatamente di raggiungere il proprio obbiettivo ma le sue azioni vengono continuamente spente da diversivi che lo trasformano in un essere sempre piu’ passivo finche’ si spegne.
Momo'
obbiettivo
azioni
raggiungere
diversivi
trasformare
passivo
spegnere
Thursday, 3 January 2008
EMILIANO
Significato:
Il nome ha origine latina e significa "rivale" (dal latino aemilor).
Santi non ufficiali:
06/11 : Sant' Emiliano - Vescovo
06/12 : Sant' Emiliano - Martire
12/11 : Sant' Emiliano della Cogolla - Monaco
08/08 : Sant' Emiliano di Cizico - Vescovo E Martire
28/01 : Sant' Emiliano di Trevi - Vescovo
11/09 : Sant' Emiliano I - Vescovo di Vercelli
MASSIMILIANO
Significato:
Deriva dal latino Maximilianus, che significa "figlio di Massimilio", che a sua volta significa "discendente di Massimo". Tutti questi nomi derivano da Maximus che vuol dire "il più grande".Onomastico ufficiale:
14/08 : San Massimiliano Maria Kolbe - Sacerdote E Martire

