Sunday, 11 May 2008

nota biografica

Ero ancora uno pivellino di liceo quando un giorno decisi di andare ad intevistare i barboni per strada.
Mi preparai, scelsi i vestiti che credevo fossero adatti per l'occasione e mi armai di penna e carta.
Uscito da casa puntai dritto piazzale lotto, molto vicino a casa dei miei genitori, dove sapevo che nei avrei trovato qualcuno alla rotonda sotto gli alberi ed infatti quando arrivai erano li' sdraiati sulle panchine.
Mi dovetti fare molto coraggio per avvicinarmi e per qualche momento camminai poco distante per trovare il momento giusto e laniciarmi verso di loro e feci proprio questo.
Quasi come se avessi preso la rincorsa, mi diressi di passo lesto puntandoli come un bersaglo mobile ma non fu un'idea brillante.
Uno di loro, quello esattamente difronte a me, si accorse immediatamente del mio movimento e si tiro' su come una molla. Io continuai a camminare imperterrito nella sua direzione e lui inizio' ad urale chiamando la polizia. Mi spaventai e dopo qualche istante d'indecisione scappai via come fossi un killer sentendo le urla farsi sempre piu' forti.
Arrivato a casa ero deluso perche' nella mia ingenuita' feci una serie indescrivibile di errori. Pensai di dovermi vestire da uomo per potermi avvicinare a loro che altrimenti non si sarebbero mai fatti intervisatere da un ragazzino e invece l'impermeabile e il resto dell'abbigliamento produssero il primo sospetto agli occhi di quell'uomo. Invece di avvicinarmi lentamente quasi correvo per non perdere l'attimo di convinzione, ma anche questo lo spavento' ancora di piu'. Non seppi come reagire, come gestire la situazione e pensai soltanto ad andarmene.
Non riprovai mai piu' e a distanza di anni anche questo fa parte della delusione.

Momo' @ finto giornalista

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