Tuesday, 31 July 2007

Monday, 30 July 2007

Mouse

Dopo un fine settimana intenso per diversi aspetti di carattere emotivo ieri sera Beatrice ha dato prova di grande solidita' informandomi della presenza di un topo nella cucina come se si trattasse del frigorifero rimasto aperto.

Momo'

Monday, 16 July 2007

Distrazioni

lunedì 5 febbraio 2007

16.25

 
 

Soggetto:

Questa è la storia di una persona che ha un obbiettivo chiaro da raggiungere e dichiarato fin dal principio che non riuscirà mai a raggiungere perchè viene costantemente distratto durante il percorso verso questo obbiettivo.

 
 

Warning:

  • Bisogna tenere a fuoco cosa sono le distrazioni e rispetto a cosa per non perdersi.
  • Anche se siamo nella nostra storia la distrazione ci porta fuori dalla storia


     

Struttura

Obbiettivo 

TBD 

Attività 

TBD 

Sesso 

TBD 

Distrazioni

TBD 

Chiusura 

TBD 

 
 

Spunti:

Lapsus

Un lapsus è un errore involontario, una distrazione che sopraggiunge nello scrivere o nel parlare. Secondo Sigmund Freud, nella sua teoria psicoanalitica, esso non è casuale, ma rappresenta la manifestazione di un desiderio inconscio che affiora e trova così soddisfacimento. E' questo il celebre lapsus freudiano.

In letteratura sono considerati numerosi tipi di lapsus classificati a seconda del contesto in cui sopraggiungono:

  • Lapsus Linguae: errore della lingua
  • Lapsus Calami: errore della penna
  • Lapsus Memoriae: errore della memoria

Lapsus calami

La locuzione latina Lapsus calami, tradotta letteralmente, significa errore dovuto alla penna.

Si dice nel caso di un errore commesso dallo scrivente per distrazione o per fretta, quando si scrive Currenti calamo.

Lapsus linguae

La locuzione latina Lapsus linguae, tradotta letteralmente, significa errore di lingua.

È un errore che capita per distrazione: si tratta sempre di parole pronunciate senza intenzione, che talvolta, tuttavia, possono aver tristi conseguenze, perché, come dice il Metastasio: "Voce dal sen fuggita poi richiamar non vale; non si trattien lo strale quando dall'arco uscì".


 


 

Mistificazione

La mistificazione consiste nel distorcere intenzionalmente la reltà, col fine di ingannare qualcuno. È molto usata nella propaganda e nella teoria dei giochi (per ingannare gli avversari).

Alcune delle tecniche della mistificazione sono la mimetizzazione, il travestimento (detto incognito in alcuni casi), la distrazione e l'imitazione.

Nell'ambito dei mass media un caso tipico di utilizzo della tecnica di distrazione si ha quando viene dato grande spazio ad una notizia poco importante, ma che magari è d'impatto verso il pubblico, per evitare di parlare di altre notizie considerate scomode.

Alcune delle tencniche di mistificazione si ritrovano anche in natura, come nel caso dei polipi che spruzzano una nuvola d'inchiostro per sfuggire ai predatori (tecnica della distrazione) o che cambiano colore per confondersi con l'ambiente circostante (tecnica della mimetizzazione).

Batto (pastore)

Il pastore Batto è una figura della mitologia greca.

La storia del pastore inizia quando Ermes ruba alcune giovenche dalla mandria di Apollo, approfittando di un attimo di distrazione del dio del Sole, preso dall'amore per Imeneo, conducendole fin nel Peloponneso sul monte Menalo. Qui risiede il vecchio pastore Batto. In cambio del suo silenzio Ermes gli offre una giovenca. Il pastore, accettato l'inaspettato dono, giura di esser muto come un pietra. Per verificarne quanto detto dal vecchio lo stesso Ermes gli si ripresenta davanti sotto mentite spoglie, domandandogli se avesse visto passare una mandria, promettendo un toro ed una giovenca. Il pastore indica subito il luogo in cui era nascoste le giovenche rubate ad Apollo. Ermes, rivelata la sua vera identità, per il tradimento del giuramento trasforma Batto in una pietra.

 
 

Mabel ha una giornata complicata

Charlot e le salsicce, conosciuto anche come Mabel ha una giornata complicata,è un film interpretato da Charlie Chaplin, fu proiettato la prima volta il 13 giugno 1914.

 
 

Trama

Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell'opera.

Mabel venditrice di salsicce alla gara automobilistica. Chaplin, accuratamente vestito, spettatore alquanto violento.

Gli affari languono, non una salsiccia venduta: Chaplin sembra consolarla, ma mira alle salsicce che riuscirà a sottrarle approfittando di una distrazione. Adesso i panini vanno letteralmente a ruba, nessuno li paga, ma quando Mabel lo rintraccia e pretende il ricavato della vendita scoppia la rissa tra i due che coinvolgono un poliziotto che coinvolge gli spettatori.


 

Incanto

Testo per teatro

Situazione:

Un uomo e una donna sono seduti su una sedia uno in fianco all'altro con ciascuno un lavatoio in fronte.

Due armadi ai lati contengono i loro vestiti nascosti al pubblico.


Svolgimento:

Tutto il dialogo dura il tempo della vestizione.

Eva: però potrebbe andar sempre anche peggio, no???

Benni: brava, lasciamo stare. Peggio di così potevamo solo nascere in Kossovo

Eva: o in Palestina

Benni: esatto

Eva: Claretta come sta?

Benni: anche lei non benissimo sempre alle prese con nonna ospedalizzata per frattura femore

Eva: ma non ho capito, la nonna di Claretta è ancora in ospedale?

Benni: al Pio, ricoverata per riabilitazione. Non è in formissima.

Eva: madò

Benni: 83 anni non sono uno scherzo per queste situazioni

Eva: lo so, anche mia nonna si ruppe il femore a quell'età

Benni: e? è morta?

Eva: sì, ma dopo 10 anni

Benni: ahhhh, ok

Eva: cmq era stata una mazzata dalla quale non si era più ripresa anche perchè le avEvano fatto una pessima riabilitazione.

Benni: vabbè ci toccherà fare da bastone del bastone. Cioè mi toccherà.

Eva: madò. Vabbè....bastone di chi? di Rosetta?

Benni: yep

Eva: e vabbè, ti tocca altrimenti che si sta a fare con le persone...

Benni: chi? Claretta? no no

Eva: no, tu

Benni: lei non mi tocca affatto.

Eva: cretino. Tocca a te starle vicino in questi momenti. A proposito....

Benni: proposito de che?

Eva: a proposito del starle vicino, superata la crisi????

Benni: non so se si può dire superata, andiamo avanti tra liti e scazzi. Voglio tornare single

Eva: però almeno andate avanti, vi state vedendo....

Benni:

Eva: non dire cazzate, se volessi davvero tornare single, agiresti diversamente. Andresti a lezione da mr. Romoald che in queste cose è maestro!!!

Benni: sto andando infatti. Scherzo.

Eva: potretsi prendere lezioni a distanza. Farti dire come si fa....

Benni: ci vuole poco ... basta essere convincenti.

Eva: infatti, e prima di tutto con se stessi!

Benni: tu hai provato a confrontarti anche con qualcuno del giro di Romoaldonio per capire meglio?

Eva: e quale sarebbe sto giro di Romoaldonio??????

Benni: Betty, Carlos, Ghigo etc

Eva: credi che loro potrebbero sapere meglio di quanto sappia io? O capire meglio? Io non credo.

Benni: ah tu sei perfetta e infallibile scusa dimenticavo.

Eva: no no, non io. E' lui che è stato abbastanza chiaro e non ha lasciato adito a dubbi

Benni: non dimenticare che loro lo conoscono da più di un quarto di secolo. Magari confermano. Mi sembra una situazione che non sta in piedi.

Eva: cosa???

Benni: che confermano che è quello che vuole senza ombra di dubbio

Eva: che è un cagasotto, vigliacco, che soffre del complesso di peter pan e che farebbe bene a starsene tutta la vita con mammà, papà e gatsone? Non bisogna conoscerlo da oltre un quarto di secolo per sapere che è così. Anche tu lo sai e lo conosci da molto meno.

Benni: vero ma non mi capacito di questa cosa perchè appare diverso. E' vero che spesso lo dice di sè ma uno non ci crede se non lo vede. No?

Eva:

Benni: e tu lo hai visto benisssimo. Perchè lo facevi arrabbiare ultimamente? O perchè ti facEva arrabbiare

Eva: ma cosa ho visto benissimo?

Benni: è vero che spesso lo dice di sè ma uno non ci crede se non lo vede, e tu lo hai visto benisssimo.

Eva: ho visto benissimo che è come diciamo noi. Niente altro.

Benni: appunto, tu però ti sei arresa mi pare di vedere

Eva: però ultimamente le cose erano peggiorate perchè avEvamo affrontato vari discorsi di questo tipo

Benni: ti ha esasperata?

Eva: e uno non può fare altro che arrendersi se dall'altra parte c'è un muro

Benni: è inconcepibile per lui uscire di casa. posso dirti una cosa senza che ti agiti?

Eva: sì, abbastanza inconcepibile. Soprattutto uscire di casa per venire da me

Benni: a me questo sembra un film già visto.

Eva: e cmq avEvamo affrontato discorsi tipo questo un po' di tempo fa

Benni: con Loredana erano arrivati allo stesso punto e ha mollato l'osso

Eva: ma non è lui che l'ha mollata?

Benni: ?

Eva: non è stato lui a lasciare lei?

Benni: sì, ma non mi sembra questo il punto. Questa volta lo hai lasciato tu vuoi dire?

Eva: no no

Benni: cosa?

Eva: credevo che per "mollare l'osso" intendessi che lei ad un certo punto, esasperata, lo avesse lasciato

Benni: ah no. Lei avrebbe sopportato molto oltre.

Eva: intendi dire che non ci avEva più riprovato e lasciava che le cose andassero così?

Benni: tu in questo sei più decisa. Riprovato a fare cosa?

Eva: non avEva più riprovato ad affrontare certi argomenti?

Benni: con chi dovEva riprovarci se nn con te?

Eva: non ci stiamo capendo!!

Benni: Eh eh

Eva: cosa volevi dire quando hai detto che lei avEva mollato l'osso???

Benni: Romoaldonio ha mollato l'osso.

Eva: aaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh

Benni: Romoaldonio si è trovato di fronte ad una situazione che da li a poco lo avrebbe costretto a diventare adulto ma non ha voluto. Ora con te si sta ripetendo la storia

Eva: esatto

Benni: sai cosa non capisco più di ogni altra cosa

Eva: cosa?

Benni: io non penso che le persone debbano necessariamente fare famiglia figli casa etc. Ma perchè non fa il playboy. Perchè tirare in mezzo una persona per lungo tempo è questo che non capisco.

Eva: nemmeno io. E cmq a me la cosa che più mi appare inconcepibile è anche un'altra.

Benni: cosa?

Eva: quando ne abbiamo parlato, tipo un paio di mesi fa, io ho capito tutto quello che lui mi dicEva, il suo punto di vista, la sua avversione verso il matrimonio. il suo non essere pronto alla convivenza, però gli ho chiesto di darmi almeno qualcosa, una cosa. Di scendere a qualche compromesso e lì è venuta fuori la cosa di venire a dormire ogni tanto da me. Lo ha proposto lui ed era convintissimo mentre lo dicEva. Così abbiamo inaugurato questa abitudine. Tutto sembrava andare ok e poi ad un certo punto...liti, scazzi. Abbiamo cercato di capire cosa fosse e lui ha ammesso di sentirsi così, un po' scocciato, un po' nervoso, da quando avEva preso la decisione di venire a dormire da me evidentemente, anche se non sembrava, la cosa deve essergli pesata non poco. A me tutto questo mi sembra inconcepibile. AvEvamo fatto un primo passo, io mi sarei accontentata per moltissimo tempo e invece no, ha voluto mandare tutto all'aria.

Benni: allora. Mi sembra che il modo come hai gestito questa cosa si stupendo. Gli hai chiesto a cosa attribuisse questo nervosismo?

Eva: sì, e dopo una miriade di tempo, lui ha capito che il nervosismo è da mettere in relazione alla decisione che avEva preso.

Benni: ok, ma non può essere solo questo deve essere questo in relazione ad altro. Questo altro che cos'è?

Eva: non ti dimenticare che di fondo c'è sempre la sua solita avversione verso le responsabilità

Benni: Eva

Eva: probabilmente avrà pensato e pensa ancora che io voglia incastrarlo.

Benni: aspetta un sec. Sì certo, però considera una cosa

Eva: cosa?

Benni: la sua avversione verso la responsabilità in realtà noon è altro che la giustificazione per non fare un'esperienza che reputa negativa. Quindi ...

Eva: Benni, lui ha avversione verso tutte le responsabilità

Benni: il tuo pensiero di essere incastrato bisogna relazionarlo con qualcosa

Eva: tutte le decisioni che potrebbero mettere in discussione la sua tranquillità

Benni: un'idea io ce l'ho ma forse è bene che ne parli Romoaldonio. Brava. cos'è questa tranquillità, dagli un nome.

Eva: non so

Benni: su questo puoi lavorare, il resto non esiste.

Eva: e non so che nome dargli

Benni: chidediglielo, ti deve dire cosa è per lui tranquillità

Eva: e secondo te cosa è? cosa è la tua idea? Secondo me è egoismo puro!

Benni: se vuoi stare con Romoaldonio ti aspetta un lungo viaggio per scoprire che vive in un mondo interiore angoscioso

Eva: veramente questo l'ho già capito

Benni: egoismo è un modo per semplificare

Eva: come ho capito che avrebbe bisogno di un lungo periodo di analisi.

Benni: certo, peccato che non la farebbe mai.

Eva: mai e poi mai! perchè ovviamente si nasconde dietro il fatto che lui a certi metodi non crede. E' solo paura, Benni!

Benni: certo

Eva: come vuoi chiamarla?

Benni: se hai o vuoi una relazione con Romoaldonio devi riuscire a fargli dire cosa lo blocca e su quello gli dai una carezza così che si possa tranquillizzare. Detto per immagine. Per altro io credo tu lo abbia in qualche modo già fatto splendidamente, ripeto. Probabilmente il soggetto è davvero difficile per questo capisco se sei esasperata.

Eva: ma secondo te cosa è quella che chiama tranquillità? non è paura?

Benni: quello che ora stai facendo e non funziona per lui ma soprattutto per te è che ti sei data delle risposte pur di venirne fuori pure tu cosa peraltro comprensibilissima se non si vuole entrare in un loop malato. Si paura, devi capire di cosa, quando siamo andati a casa sua questo natale li ho osservati molto e mi sono fatto un'idea

Eva: i suoi?

Benni: della relazione tra loro tre

Eva: è una relazione malata, morbosa. Soprattutto quella tra mamma e figlio. Ma forse siamo banali noi a dire queste cose che si dicono di qualsiasi figlio unico.....non so....

Benni: hai rgione ma ho notato una cosina in più. E' morboso per un motivo specifico. la mamma di Romoaldonio usa Romoaldonio come cuscino tra se e il marito. Il "vero marito" di mamma Rolanda è Romoaldonio.

Eva: certo. Hai pienamente ragione

Benni: questo Romoaldonio lo sa più o meno consapevolmente e sa anche che se lui uscisse da questa relazione metterebbe la mamma in pericolo.

Eva: il padre è....passami la parola, Eva......è un inetto

Benni: brava. Il punto su cui lavorare con Romoaldonio ma te lo dico fuori dai denti la vedo DAVVERO dura è questo.

Eva: Benni, spiegami una cosa

Benni: cosa?

Eva: sabato sera lo hai visto?

Benni: yep

Eva: e ti ha detto che avEva accompagnato i genitori allo smeraldo per un concerto?

Benni: io ti rispondo se però mi assicuri che non stiamo entrando in un campo minato. Anzi prima mi devi dire perchè lo vuoi sapere.

Eva: perchè voglio chiederti una spiegazione supplementare alla tua teoria. Comunque ti assicuro che non stiamo entrando in nessun campo minato!

Benni: te lo dico perchè trovo pericoloso cercare info per conto di terze persone

Eva:

Benni: la risposta è sì

Eva: non credo fosse un segreto

Benni: certo che no è il fatto in sè che mi preoccupava

Benni: ora Romoaldonio può fare come te quello che vuole. quindi?

Eva: aspè. Eccomi. Dicevo noi c'eravamo sentiti nel pomeriggio, e lui mi avEva detto che la madre gli avEva chiesto se magari li accompagnava a teatro, compatibilmente con i suoi impegni e con l'ora in cui lui dovEva uscire. Ci sei fin qui?

Benni: aspe. ok

Eva: se tua madre ti dice così, mica lo prendi come un impegno. Pensi "ok, se esco quando devono uscire loro e posso dargli un passaggio, bene. altrimenti si arrangino diversamente". Romoaldonio invece ha fatto in modo di uscire proprio a quell'ora. DovEvamo vederci nel pomeriggio e lui già sapEva che ad una certa ora dovEva tornare a casa per accompagnare i suoi. Ora ti chiedo: questa persona che non vuole prendersi impegni e responsabilità, si sente invece così responsabilizzato quando deve fare qualcosa per sua madre??? questa cosa secondo te è concepibile?

Benni: sì, andiamo per gradi. Prima di tutto NON partire dal presuposto che Romoaldonio legga come leggeresti tu quella richiesta.

Eva: infatti

Benni: seconda cosa hai in mano già una chiave interessantissima per capie come relazionarti con Romoaldonio. Ti consiglio di provare ad adottare, se già non lo hai fatto, la stessa modalità di comunicazione di sua mamma.

Eva: e quale sarebbe secondo te questa modalità? il comando?????

Benni: Per altro hai già dato una risposta imprtante a questa situazione. NO! "Compatibilmente con", se queste sono le parole da lei usate usale anche tu.

Eva: mmmmmm

Benni: comandare sì ma lasciando a Romoaldonio lo spazio mentale per pensare di poter fare altro. Questo è il loro segreto. La madre lo governa senza essere coercitiva. Grande dote tra l'altro.

Eva: e quale risposta importante io ho già dato secondo te?

Benni: questa persona che non vuole prendersi impegni e responsabilità, si sente invece così responsabilizzato quando deve fare qualcosa per sua madre? questa cosa secondo te è concepibile?

Eva: ma paradossalmente, Benni, lui si sente proprio responsabilizzato quando la madre gli dice così

Benni: il prendersi le responsabilità è un falso problema sul quale ti ha portato per depistarti. Certo ma peccato che con la madre giocano delle forze invisibili che non riesce a contrastare per cui la mamma non ha bisogno di dirgli fai così fai colà.

Eva: sì. Quindi secondo te il vero problema qual'è?

Benni: sposta l'attenzione dalla oggettivazione di un problema in qualche cosa ad una dinamica di relazione. Non c'è un problema da risolvere c'è un modo per comunicare con Romoaldonio da trovare che sia più forte di quello di sua mamma, o della relazione con sua mamma. Quindi ...

Eva: Benni, il problema è quello che hai detto tu prima!

Benni: certo che lo è!

Eva: che Romoaldonio è più o meno consapevole del rapporto che lo lega alla madre

Benni: ma in tutte le relazioni ci sono queste cose

Eva: e che fino a quando avrà questo rapporto, non potrà prendersi nessun altro impegno

Benni: è qui che sbagli, ti dico di non focalizzarti sul "problema" apposta perchè altrimenti vedi solo una unica soluzione.

Eva: è lui che non ne vede, secondo me

Benni: NOOOOOOOO, cioè, sì ma non è lui che deve, vuole, può vedere. Ti sembrerà paradossale ma il problema come lo abbiamo definito fino ad ora non è suo ma tuo. Lui sta bene così

Eva: sono io che sbaglio a relazionarmi?

Benni: quindi non ha problemi. Tu stai facendo benissimo. Quello che non puoi permetterti è di entrare nel suo giochino perverso e malato.

Eva:

Benni: questo è il tuo errore se di errore si può parlare

Eva: di credere a quando mi dice che non vuole prendersi responsabilità e convincermi di questo?

Benni: esattamente. Prova a vedere la cosa come se tu ne fossi al di fuori. Cosa vedi?

Eva: vedo uno che ha un sacco di problemi!!

Benni: Eh eh. Ok. Ma prova a vedere il film di questa persona

Eva: sì. e quindi? continuo a vedere uno che in famiglia si sente oppresso ma che non vuole cambiare la situazione. Perchè sarebbe troppo pericoloso farlo

Benni: quindi non riesce più che non vuole

Eva: sì. non riesce

Benni: cosa faresti per questa persona per aiutarlo a venirne fuori senza sconvolgere la sua vita e quella del suo ambiente?

Eva: lo accompagnerei con la manina per fargli vedere a piccoli passi che i cambiamenti che non riesce a fare soprattutto su se stesso non sono poi così sconvolgenti come crede.

Benni: come potresti fargli vedere questa cosa?

Eva: non so, un po' alla volta, credo. Facendoglieli vivere senza che se ne accorga, o una roba del genere

Benni: ok. Ora proviamo a metterci nei suoi panni. Cosa ci creerebbe ansia in questa situazione?

Eva: il sapere che qualcuno vuole sconvolgermi il mio ordine costituito

Benni: brava. Quindi?

Eva: devo fargli capire che nessuno vuole sconvolgere nulla, ma nello stesso tempo agire per farlo senza che se ne accorga.

Benni: tu però sai che per lui rappresenti per definizione lo sconvolgimento. Esatto! Come?

Eva: esatto! non so, a distanza è difficile

Benni: dove pensi vada orientata la sua "mente" quando è con te perchè non si accorga di cosa sta facendo? Anzi perchè non ti viva come una minaccia?

Eva: dove? ...e non essere volgare!!!

Benni: Eh eh. Anche, non lo avrei detto quanto meno perchè è troppo attaccata a te.

Eva: e allora dove devo orientare la sua mente?

Benni: lontano da te. Suggerisco due cose

Eva: quindi mi stai consigliando di sparire per il momento

Benni: no

Eva: di volatilizzarmi

Benni: no, la prima cosa che suggerisco è che gli pianifichi le cose di modo che percependo una fine non viva l'ansia del definitvo. Esempio a casa tua solo per il prox mese non più di 5 volte. La seconda cosa che consiglio è per ogni bella esperienza che fate insieme di ricapitolarla come fosse un report di una riunione parlando dell'esperienza e mai di voi due che l'avete fatta.

Eva: madò, ma qui stiamo dando per scontato che queste cose ci saranno

Benni: sono esempi. Lo puoi fare anche quando vi sentite al telefono.

Eva: quando invece al momento la realtà è solo che non ci sentiamo e non ci vediamo più e che difficilmente ci vedremo e sentiremo di nuovo.

Benni: sabato vi siete sentiti giusto?

Eva: sì, ma poi stop. mai più perchè è meglio così che senso ha sentirsi se non si sta più insieme?

Benni: ahhhhhhhh questo è esattamente quello che non vuole!

Eva: cosa?

Benni: caspita un'affermazione di questo genere è l'esatta fotografia di quello che non devi mai pensare

Eva: ma se lo ha detto lui

Benni: che senso ha sentirsi se non si sta più insieme? = questa mi vuole incastrare a tutti i costi. Certo ma lui fa le verifiche su di te tesoro!

Eva: e io ho provato a dirgli sentiamoci lo stesso, ma niente

Benni: certo cazzo. Ora ti dico un segretisssimo

Eva: e dimmi

Benni: non venderlo se non a caro prezzo

Eva: ok ok

Benni: con le persone come Romoaldonio per poterle tenere strette bisogna mettere dei paletti. Dei divieti

Eva: che paletti?

Benni: degli ostacoli. Se tu gli dici che vi potete sentire comunque è come dirgli che sei più disponibile di quanto lui voglia e questo lo fa "imbestialire". Ti fa la domanda trabocchetto e la tua risposta gli da la conferma che lo vuoi incatenare.

Eva: infatti più io insistevo più lui si impuntava

Benni: certo, negati, negati, negati, datti a piccole dosi.

Eva: e allora vedi che dici pure tu che devo scomparire?

Benni: solo quando vuoi tu, nooooooooo. Negati nella relazione non fuori dalla relazione. Comunque per un pochino sì.

Eva: ecco

Benni: è giusto che ora lui non senta di poter accedere a te troppo facilmente.

Eva:

Benni: Se però gli venisse in mente (qui è scritto il vs destino) di risentirti non ti dare per due lire. ok? Questo è il concetto

Eva: ok, ho capito

Benni: fallo ma mettendogli delle regole. Bravo. Bella questa conversazione.



Chiusura:


Le due persone si scopre sono Eva Braun e Benito Mussolini.

A volte tornano

Masticato il sogno e digerite le consonanze con il mio mondo reale rimangono le frattaglie tra i denti e con quelle gioco per ore con la lingua.


 

I sogni mi appartengono più della stessa vita. Li cerco nel sonno e li vorrei sempre con me quando mi manca l'intensità delle sensazioni.


 

Alcuni mi tornano in mente a distanza di anni in momenti della giornata che non saprei dire cosa hanno in comune con quelli ma io li sento vicini.


 

Una casa che conosco mi si presenta integra nel suo aspetto esterno, la facciata. Quella casa è attraversata da una voragine che ne lascia solo alcuni pezzi e sul retro si apre ad una terra bruciata.


 

Momo' sinistro


 

 

Get sweet


 

I guess I have to do it. I guess I have to do it when I'm here.


 

Straight to the point.


 

Dear Valerio I will write a letter for you knowing you will never read it and I'm doing it for that.


 

Your trip started a long time ago when no one knew who you will be or what a man you would be.

Someone unfortunately decided for you how.

It wasn't your father or you mother, it weren't your teachers neither your friends.

It was your land, it was the sky on your head, it was the smell in the air and it was the colours around you.

Then you grew up.

Now you are near to be a man and so for the way to be the one you want is the most challenging thing in front of you.

I saw in your eyes you were scared. Who did it to you my little friend?

We talked about your future and about your expectation but you didn't realize we were talking about who you are now.

Don't be confused, keep away everyone try to live your life on behalf of you.

My question for you is, when the future starts?

Probably the answer could be not now.

It is true, our future starts from a time far from here and it is not important how far it is.

Let me say that there is a common error we do thinking about it, about our future.

It will starts after now but it brings it in its hands. This is the only thing we have to remember every time we take a decision.

Have you ever felt uncomfortable till now? I hope so otherwise you didn't take any real decision in your sticky life.

It is a long time ago you decided to write a story without sort it out. Every time you try everything collapse in your little fingers. No more than few words come out from you but I know you have a talent with you.

You are gifted.

Is the pen the right tool? Probably no but try and try again.

Be sure to say only the truth.


 

@ Momo' @

Tuesday, 10 July 2007

La citta'

Mi sono chiesto spesso perche' Londra ha un fascino cosi' grande su di me e l'unica risposta che ho trovato e' che Londra e' un luogo dove stare mentre Milano e' un transito.

Momo' poor#

Sunday, 1 July 2007

Che emozione!


Titolo: Bea
Anno: 2007
Autore: Giuditta Solito (GRAZIE!)
Tecnica: Olio su tela

Nome: Rebecca
Anno: 2001
Autore: la mamma
Tecnica: Bambina su muro