Oggi raccontero’ la storia di un ragazzino che sapeva di appartenere ad una vita senza pagine gia’ scritte e di come decise di scappare per paura del buio.
Nacque il giorno piu’ caldo degli ultimi trent’anni nella citta’ piu’ fredda del suo paese e questo fu il suo inizio.
La madre era una donna baciata da ogni disgrazia possible ed immaginabile mentre il padre di queste ne era un ingenuo portatore sano.
Non sono rimasti molti ricordi dei suoi genitori fuori dalla cornice di qualche fotografia che miracolosamente li ha riuniti per qualche istante prima che sparissero inghiottiti dalla bocca di una sirena. Di lei si sa che avesse una calligrafia capace di far innamorare chi l’avesse letta mentre di lui si dice che fosse cieco.
La loro unione non venne mai consacrata di fronte ad alcuna autorita’ di natura religiosa o laica per l’infelicita’ dei loro genitori che, nonostante un’assidua latitanza negli anni, si adoperarono soltanto di fronte a questa scelta insostenibile al cospetto di sua maesta’ il vicinato.
Date queste premesse il cerchio della vita era piu’ che ben avviato ma qualcosa si ruppe il giorno stesso in cui lui venne concepito per volere di un tiro di canna prolungato. Erano in molti a chiacchierare intorno a quel tizzone ardente disposti in ordine rigorosamente sparso come le poche idée che riuscivano ad esprimere. Tra tutti i presenti gli unici due che non si sarebbero mai accoppiati da lucidi sbandarono seguendo la scia del fumo che li porto’ dritto verso una collisione spermovulare.
Fu uno shock talmente grande per entrambi che non parlarono per i successivi nove mesi. Lei credette di aver ricevuto un segno di salvezza e redenzione dal signore senza rendersi conto che non c’era altro signore oltre a quello sopra di lei quando il fatto accadde. Lui credette di essere passato di li per sbaglio ed inciampando nel piede del letto avesse urtato contr di lei che lo accolse a pugni chiusi. Seti un colpo alla faccia e per questo si ritenne giustificato di non ricordare.
Il giorno della nascita l’ospedale venne preso d’assalto da milioni di zanzare impietosite per l’assenza dei parenti che religiosamente aspettarono la novella aggrappati ai coglioni del prete che contava virtualmente le offerte in arrivo per l’uinco battesimo dopo anni.
Quest’ultimo lo sollevo’ sopra la testa. Le gambe del neonato si muovevano senza sosta come se stessero facendo girare le ruote di una bicicletta. Le parole del lupo, nome alternativo attribuito dalla comunita’ al pelato vestito di nero, cercava di recitare il cerimoniale tra i fischi d’asma del barbagianni, il bambino, ora intento a puntare con il dito verso l’immagine di un demone sorridente per l’occasione.
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Thursday, 8 May 2008
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