46, 36, 22 x 2 e 16. 4 uomni e 1 donna.
Dopo aver consultato il meteo per sapere cosa aspettarmi dai giorni di Pasqua ho capito che sarebbe stato un fine settimana molto inteso. Prevista neve, 0 gradi, 4 amici e un'intera citta' da visitare.
Il giorno antecedente l'arrivo dei miei amici sono andato a fare la corsetta di fine settimana per cercare di contenere gli argini che vorrebbero cedere al pensiero dell'eta' che avanza. Mentre correvo ho visto i raggi di sole precipitare al suolo facendosi largo tra i rami e i fiocchi di neve. "In deep" di Bird York suonava nelle mie orecchie.
In quello stesso giorno nell'arco di poche ore ho visto le nuvole, la pioggia, la neve col sole, il vento e il freddo darsi il cambio cosi rapidamente che il mio umore ad un certo punto si e' dimesso per eccesso di stress.
Ogni qualvolta il tempo volgeva al meglio parlavo al sole affacciato dietro le nuvole per chiedergli di rimanere fermo cosi ma puntualmente si nascondeva vergognoso.
Puoi immaginare cosa significa lasciarsi guidare emotivamente da un soggetto tanto instabile? E' la pazzia, quella vera!
Ad ogni modo l'indomani arrivano all'aeroporto ed io sono li' che li aspetto con gioia. Le note di Amy facevano da colonna sonora del momento ma decisi di non voler nessuna distrazione o forse semplicemente non volevo che le mie emozioni venissero guidate artificiosamente e cosi spensi tutto.
Ora la compagnia degli sbandati era al completo, manca solo la macchina fotografica ma non si puo' essere perfetti. Primo stop al gabinetto dell'aeroporto mentre si controlla con frenesia che il cellulare abbia gia' imparato a parlare la nuova lingua, il roaming.
Ci avviamo verso casa col treno, una stronza con la faccia da stronza ci segnala che non possiamo prendere il treno che vogliamo ma soltanto quello per cui abbiamo pagato il biglietto. Per assicurarsi che avessimo capito mi ha seguito parlandomi un inglese pessimo, credo fosse dell'est per il suo volto spigoloso come i suoi modi.
Forse avrei dovuto prendere un taxi e mi sentivo in colpa per non averlo fatto cosi' decisi di razionalizzare la cosa dicendo che in treno avremmo avuto un'esperienza piu' londinese.
Usciti dalla stazione di Putney Claudio sente l'urgenza di dovermi comunicare le sue prime sensazioni per quanto stava vedendo. Non ci sono palazzi alti e soffocanti come si era disegnato nella sua immaginazione e questo lo faceva sentire piu' a suo agio vedendo che in fondo Londra non e' poi tanto oppressiva.
Lasciate le valigie nell'appartamento ci avviamo per cercare del cibo. Mentre provavo a fissare le aspettative rispetto alle usanze alimentari di questa citta' ci stavamo congelando le palle e con mio grande stupore tutti concordarono sul provare l'esperienza Wagamama.
Troviamo Peppe, cameriere romano che ci aiuta nella scelta. Sfortunatamente il mio tentativo di chiarire che si sarebbero dovuti scordare del cibo italiano per non incorrere in una grande frustrazione non e' servito molto per alcuni di loro. Da un lato vedevo l'atteggiamento tipico di noi italiani che fuori dalla bistrattata patria quando siamo a casa e amata quando siamo altrove facciamo fatica ad accettare che ci possono essere cose diverse da quelle che conosciamo, dall'altro i ragazzi arrivano dalla Toscana ... come si fa a non capirli?
La serata prosegue distesi sul divano guardando le bolle che scoppiano dal naso di Giulio. La notte passa attraverso il rumore del mio sonno profondo.
E' mattina presto e ci gettiamo velocemente per strada in cerca di cibo nuovamente. Obbiettivo English breakfast. Sfortunatemente non c'e' aperto un cazzo di niente e torniamo mesti verso casa. Alcuni andranno a rifornirsi da MC Donald mentre altri si adoperano per recuperare qualcosa nel negozio Indiano. Mi esisbisco in una preparazione quasi impeccabile di bacon, stracciatella di uova, e pomodori saltati. Tutti contenti, meno la lingua di Giuglio cremata dal caffe' take away, ci avviamo alla scoperta della citta'.
Harrods e' l'unica richiesta seria che mi era stata fatta prima del loro arrivo ma quel giorno non saremmo potuti andare causa chiusura cosi' optai per un giro che ho definito in seguito standard. Da Waterloo station si cammina fino al London Eye per proseguire verso il BigBen e ancora in direzione Buckingham Palace costeggiando St. James's Park.
Grazie al fottuto freddo siamo arrivati a malapena al BigBen con una sosta di circa mezz'ora in una grossa salagiochi ai piedi del London Eye. Io che ero preoccupato di trovare qualcosa da fare per Valerio ecco che improvvisamente mi rilasso perche' ora e' lui quello meglio rifornito di stimoli. Tentiamo anche di prendere una stecca di cioccolato da una di quelle macchinette infernali con il braccio meccanico buono a nulla se non ad ingurgitare 3 dei nostri pounds.
E' ora di pranzo e le opzioni sono Nando's, scelto da me, e l'Hard Rock Caffe dove troviamo una fila di un ora cosi decidiamo di versare le nostre lacrime di dispiacere nello store dell'Hard Rock stesso che rusciremo ad alleggerire di un buon numero di borse a 5 pound per chi fa una spesa superiore ai 25. Un po' di amici da accontentare con regalie ora sono sistemati. Valerio vince una felpa rossa che piace tanto a Claudio e per questo forse non vale la pena insistere su qualcos'altro.
Dopo una camminata che ci sembro' lunga quanto la processione di Taranto arriviamo di fronte a Buckingham Palace. Claudio fa notare che quell'edifcio e' uno dei punti di potere del mondo e Annachiara mi chiede se quelle che vediamo sono le finestre da dove si affaccia la Regina. Io ammetto la mia ignoranza ma non sapevo che la regina e il Papa avessero le stesse pessime abitundini.
Ci infiliamo dentro un MC Donald dove finiremo il pasto con uno carico straordinario di proteine grazie ad un gioco bastardo che quelli del marketing hanno inventato per poter finire le scorte dei panini. All'uscita propongo di vedere la chiesa affianco ma in tutta risposta ho ricevuto la faccia di disgusto che ci mi sarei aspettato quando si e' prospettato di dover mangiare da MC Donald come ultima spiagga.
Ci sono due cose che possono far dire ad un turista di aver vissuto londra nel modo migliore. Prendere la metropolitana e prendere una birra al pub. Niente pub per tutto il soggiorno.
Dopo due metropolitane siamo in Piccadilly Circus e non si sa come subito dopo siamo dentro un'altra sala giochi immensa dove abbiamo fatto rifornimento di caramelle. Nel frattempo il sole si degna di presentarsi ai miei ospiti per la prima volta mentre la temperatura rmane saldamente aggrappata allo zero, avrei preferito quello assoluto garantendomi una morte immediata piuttosto che quella lunga agonia. Claudio mi racconta che nello spazio ci sono escursioni termiche di 200 gradi tra il sole e l'ombra. Lo stesso tra la mia faccia sorridente e quella incazzata pensai.
Dopo due metropolitane siamo arrivati sotto casa dove troviamo della spazzatura per terra e questo non mi fa fare bella figura. Io mi difendo dicendo che e' colpa del vento.
Day one finisce davanti ad un piatto di spaghetti al pomodoro preparato da Claudio, la nostalgia era insostenibile e tutti si sono sentiti meglio, in fondo anche io.
Finalmente sorge il nuovo sole e la neve cade a fiocchi grandi come limoni. Siamo tutti di fronte alla finestra increduli. Piu' volte cerco di dire che il fatto e' in se' eccezionale e per questo va considerato un privilegio.
Claudio e Annachiara decidono che i capelli di Valerio sono inguardabili e cosi lo lavano e lo asciugano. Tutto cio' non fa onore alla mascolinita' che affiora dalla sua faccia sotto forma di barba. Ma come lui stesso dice con le donne fa l'adulto e a casa fa quello che e' o crede di essere aggiungo io, cioe' poco piu' che un bambino.
A pochi passi da casa riusciamo a fare la colazione che tutti si aspettavano dal giorno precedente. Ovviamente c'e' chi opta per pane e marmellata e Claudio ci ha regalato un momento di allegria quando mi chiede se si puo avere del te'.
Partiamo carichi di aspettative per quello che ci aspetta da Harrods ma ne usciremo pesti come un pugile datato. Valerio non trova il piano dei giocattoli da provare e forse lo hanno tolto perche' qualcuno ha esagerato dice lui. Claudio ci segue con pazienza mentre Annachiara scopre di non avere potere d'acquisto da queste parti e la sua mente si sposta ai negozietti sotto casa mia dove potra' avere il suo momento di gratificazione senza doverci lasciare una fortuna. Giulio e' incerca di qualcosa per il matrimonio di un suo amico, forse una cravatta rossa abbinata ad un foulard. Anche lui uscira' a mani vuote.
Consumiamo il pranzo in un bar dove troviamo un cameriere che Claudio vorrebbe portare via con se' per quanto gli e' simpatico.
Il piano ora dice che da Picadilly Circus risaliremo la corrente come i salmoni verso Oxford Circus nuotando in Regent Street. Zizzagando da una sponda all'altra del fiume entriamo in diversi negozi lasciando ogni volta il portafogli ben protetto nella tasca fino a che ci imbattiamo nello store di Apple. Una volta Giulio avrebbe comprato compulsivamente un oggetto come l'i-Phone ma ora no. Annachiara mi chiede a che ora chiudono i negozi ed io che non ho mai fatto attenzione a questo dettaglio ora lo vedo diventare un immenso fallimento della mia missione di guida turistica. Fammi la richiesta le chiedo ed e' li' che mi accorgo di aver avuto vicino il suo corpo nelle ultime ore ma non il suo spirito volato altrove. Bisogna tornare subito verso casa le dico e dopo aver raccolto tutti ci avviamo sempre a mani vuote verso Putney dove arriveremo in meno di 30 minuti. In fondo abito in un posto non centrale ma vincino.
A questo punto il gruppo si divide tra chi vuole riprendere la temperatura corporea in casa e gli shopper. Cazzo i negozi chiudono alle sei ma gia' poco dopo le cinque ti sbattono fuori, e da noi queste cose non le fanno. Qui se ne fregano, si vede che sono ricchi!
E' finalmente arrivato il momento di Nando's ma capisco subito che la scelta non e' delle migliori perche' il pavimento trema e qui tra poco ci crollera' il tetto in testa dice Valerio. Espongo le leccornie del locale e quando introduco i livelli di piccante capisco che non e' il mio mestiere fare da accompagnatore. 3 persone su quattro per compiacermi non hanno voluto dire apertamente che il piccante non lo sopportano cosi' decido di alleggerire la pillola puntando il dito su una definizione di piccante per bambini, peccato che qui nascono con la bocca carrozzata. Vabbe' facciamo le nostre scelte e la cena finisce discorrendo di marachelle giovanili. Claudio ci solletica con un'intro da romanziere ma preferisce proseguire a casa cosi alziamo il culo e ci avviamo. Una volta a casa riprendo il discorso ma qualcuno ha cambiato idea. I figli seguono le gesta dei genitori per questo sebbene ne avrei di cose da raccontare non posso di fronte a Valerio.
Spero invano di non disturbare il sonno altrui con il mio particolarmente rumoroso in quei giorni ma non solo non e' cosi, Annachiara decide persino di guardarmi attentamente perche' incredula del baccano che produco vuole capire come faccio. Che vergogna!
Appuntamento alle 10.20 per dirigersi verso la stazione. Valerio, Giulio e Annachiara escono a chiudere il cerchio dello shopping mentre Claudio mi confessa di vedere una donna con la quale e' scattato qualcosa. Io gia' lo spevo perche' Annachiara me ne aveva parlato precisando il suo sentimento di rifiuto per la persona e l'incredulita' che cio' possa essere accaduto in cosi' poco tempo dopo la morte di Patrizia. Claudio, che a cusa di questo non parla piu' con Carla e men che meno con Andrea, si difende dicendo che il mondo ti vuole vedere soffrire per poter accettare che si possa ricostruire una vita. Mi astengo.
Arriviamo all'aeroporto. Ci salutiamo con la promessa di una prossima visita a molto presto.
Torno verso casa sullo stesso treno di quando arrivarono e guardando fuori dal finestrino rivedo i momenti che abbiamo passato insieme. La casa ora e' vuota come a principio.
Chissa' se ci sono momenti mgliori dei momenti peggiori quando nemmeno questi non sono poi tanto male.
Con Giulio abbiamo parlato di sogni come quello di avere una scuderia di moto.
Con Annachiara abbiamo parlato di un suo possibile matrimonio nei prossimi uno o due anni ma anche del suo sentirsi responsabilizzata per la vita di Valerio sebbene non gli venga richiesto.
Con Valerio abbiamo parlato di come suona la batteria.
Con Claudio abbiamo parlato ma non sono sicuro che abbiamo comunicato. Di sicuro so che il costo delle telefonate era uno dei suoi aromgomenti preferiti.
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