Monday, 26 May 2008

Pretend I don't belong to you

You own my time

you own my memories

you own my desperation

Sunday, 18 May 2008

Una mano gretta e tozza si poso' sulla pancia gravida di una donna rossa in faccia per lo sforzo di scendere le scale correndo e non perdere la metropolitana in partenza. Seduta si aggiusta il vestito, rovista nella borsa, apre il cellulare per non chiamare e quelle dita erano le sue.

Hi senator

He writes like he rides
he rides like he steals
he steals like he loves
one day maybe somenoe will be glad
to stay with him.

Like a man in a church

Little boy, words are coming in front of you
don't be distracted
don't smile at him
the priest is yelling
Little boy, words are touching your face
don't be impassive
don't smile at him.
the priest is giving you an advise
with no poetry in his soul.

Tonight when you go to bed
He won't be at you right side

This man won't give you his protection.

Let him free

Clap

Clap your hands little piece of
Clap your hands while you
Clap your hands if you feel
Clap your hands before
Don't let other do it for you.

Attento tu ...

Coglioncello che ridi
e basta
fai che la testa non
s'incastra
in quel sorriso mal celato.
Funesto ti ha fregato
e in culo te lo sei
trovato.

Momo'ciste in spanish

Read me

He doesn't have nothing to hide
and nothing to ride.
He doesn't have nothing to sell
and nothing to ring like a bell.

They ask him something all time
They say how to do it in rime
but he knows, one day,
when the church will be closed,
the only rime will be the sound of his steps on the sand.

Thursday, 15 May 2008

VOGLIO QUALCUNO CHE MI DICA

ti voglio bene.

in silenzio

tentativo

Nel paese dove sono nato non ci sono luci ad indicare la strada, i muri delle case sono consumati e la gente vive costruendo catene. Io sono scappato quando il fiume si e' svuotato e il mio giardino ha smesso di crescere fiori.
Ho visto gli occhi di mio padre cascare sulle labbra sorridenti. In silenzio mi ha seguito dalla sua sedia nel patio fino alla fine della luce e l'inizio del suo buio.
L'oscurita' per quanto densa e' obbligata a lasciare il passo all'incedere del viaggante rinunciando a frazioni dalla consinstenza di un pensiero debole e breve.
Vecchio mio ho pena per te piu' di quanta possa averne per tutti i balordi di questa terra. Perche' sei cosi' disperatamente fragile con quelle mani cosi' grandi? Non mi prendero' cura di te e tu lo sai ma non mi odi e mi impedisci di ritornartene almeno un po' per la rabbia che ho per volerti lasciare. Non so nemmeno se qualcuno si occupera' di sotterrarti. Sarai il mio rimorso per questo hai gia' deciso la mia condanna.

a me un bicchiere di

Occhi per te, si sciolgono sulle linee del fumo che scivolano sopra il tempo di una canzone baciata dalle giaculatorie apppoggiate ai tavolini di un bar vecchio e polveroso.

E' una mano che si allunga,
e' una mano che si appoggia
e' una mano che taglia l'aria
e' una mano che si fa seria
e' una mano che si imbarazza
e' una mano che cerca
e' una mano che domanda
e' una mano che gocciola
e' una mano che stringe
e' una mano che pulisce
e' una mano che lascia
e' una mano che fa male
e' una mano che gioca
e' una mano che ricorda.

sono arrivato al limite ...

... cazzo era il tuo.

Bidello

Monday, 12 May 2008

Andrea papa', Michaela mamma

E' nato Matteo

eh eh

un momento di ilarita'

ore 17 e qualcosa.
Il grande capo lascia l'ufficio ma prima di uscire entra nel mio per dirmi che ci vediamo l'indomani mattina in chissenefrega.
Io stavo guardando un trailer. E' arrivato nel momento in cui si sentiva una donna ansimare.

"C E R T O C I V E D I A M O D O M A N I !"

:)

Sunday, 11 May 2008

nota biografica

Ero ancora uno pivellino di liceo quando un giorno decisi di andare ad intevistare i barboni per strada.
Mi preparai, scelsi i vestiti che credevo fossero adatti per l'occasione e mi armai di penna e carta.
Uscito da casa puntai dritto piazzale lotto, molto vicino a casa dei miei genitori, dove sapevo che nei avrei trovato qualcuno alla rotonda sotto gli alberi ed infatti quando arrivai erano li' sdraiati sulle panchine.
Mi dovetti fare molto coraggio per avvicinarmi e per qualche momento camminai poco distante per trovare il momento giusto e laniciarmi verso di loro e feci proprio questo.
Quasi come se avessi preso la rincorsa, mi diressi di passo lesto puntandoli come un bersaglo mobile ma non fu un'idea brillante.
Uno di loro, quello esattamente difronte a me, si accorse immediatamente del mio movimento e si tiro' su come una molla. Io continuai a camminare imperterrito nella sua direzione e lui inizio' ad urale chiamando la polizia. Mi spaventai e dopo qualche istante d'indecisione scappai via come fossi un killer sentendo le urla farsi sempre piu' forti.
Arrivato a casa ero deluso perche' nella mia ingenuita' feci una serie indescrivibile di errori. Pensai di dovermi vestire da uomo per potermi avvicinare a loro che altrimenti non si sarebbero mai fatti intervisatere da un ragazzino e invece l'impermeabile e il resto dell'abbigliamento produssero il primo sospetto agli occhi di quell'uomo. Invece di avvicinarmi lentamente quasi correvo per non perdere l'attimo di convinzione, ma anche questo lo spavento' ancora di piu'. Non seppi come reagire, come gestire la situazione e pensai soltanto ad andarmene.
Non riprovai mai piu' e a distanza di anni anche questo fa parte della delusione.

Momo' @ finto giornalista

un pensiero indecente

Scrivera' una bella storia solo prima di morire e alle volte spera che questo arrivi presto, non mi pare le rimanga altro da fare.

Thursday, 8 May 2008

temporaneamente senza titolo

Oggi raccontero’ la storia di un ragazzino che sapeva di appartenere ad una vita senza pagine gia’ scritte e di come decise di scappare per paura del buio.
Nacque il giorno piu’ caldo degli ultimi trent’anni nella citta’ piu’ fredda del suo paese e questo fu il suo inizio.
La madre era una donna baciata da ogni disgrazia possible ed immaginabile mentre il padre di queste ne era un ingenuo portatore sano.
Non sono rimasti molti ricordi dei suoi genitori fuori dalla cornice di qualche fotografia che miracolosamente li ha riuniti per qualche istante prima che sparissero inghiottiti dalla bocca di una sirena. Di lei si sa che avesse una calligrafia capace di far innamorare chi l’avesse letta mentre di lui si dice che fosse cieco.
La loro unione non venne mai consacrata di fronte ad alcuna autorita’ di natura religiosa o laica per l’infelicita’ dei loro genitori che, nonostante un’assidua latitanza negli anni, si adoperarono soltanto di fronte a questa scelta insostenibile al cospetto di sua maesta’ il vicinato.
Date queste premesse il cerchio della vita era piu’ che ben avviato ma qualcosa si ruppe il giorno stesso in cui lui venne concepito per volere di un tiro di canna prolungato. Erano in molti a chiacchierare intorno a quel tizzone ardente disposti in ordine rigorosamente sparso come le poche idée che riuscivano ad esprimere. Tra tutti i presenti gli unici due che non si sarebbero mai accoppiati da lucidi sbandarono seguendo la scia del fumo che li porto’ dritto verso una collisione spermovulare.
Fu uno shock talmente grande per entrambi che non parlarono per i successivi nove mesi. Lei credette di aver ricevuto un segno di salvezza e redenzione dal signore senza rendersi conto che non c’era altro signore oltre a quello sopra di lei quando il fatto accadde. Lui credette di essere passato di li per sbaglio ed inciampando nel piede del letto avesse urtato contr di lei che lo accolse a pugni chiusi. Seti un colpo alla faccia e per questo si ritenne giustificato di non ricordare.
Il giorno della nascita l’ospedale venne preso d’assalto da milioni di zanzare impietosite per l’assenza dei parenti che religiosamente aspettarono la novella aggrappati ai coglioni del prete che contava virtualmente le offerte in arrivo per l’uinco battesimo dopo anni.
Quest’ultimo lo sollevo’ sopra la testa. Le gambe del neonato si muovevano senza sosta come se stessero facendo girare le ruote di una bicicletta. Le parole del lupo, nome alternativo attribuito dalla comunita’ al pelato vestito di nero, cercava di recitare il cerimoniale tra i fischi d’asma del barbagianni, il bambino, ora intento a puntare con il dito verso l’immagine di un demone sorridente per l’occasione.

...

Tuesday, 6 May 2008

what is voice about?

I changed mine. what does it mean? is it forever?