Sunday, 10 June 2007

Cicale nei vicoli

Un quarto di quello che resta,
carta macerata e la lingua di un cane
si muove per trovarlo.

Una volto si accende a intermittenza
gli occhi grandi sono lo sguardo assente
di un curioso sperso.

Bla bla bla bla bla
indistinto copre i suoni naturali del vicolo
lasciando scappare i pochi indizi rimasti.

Nel pub accanto la musica incede
la stanchezza riposa sul gomito
prima in alto ora piantato sul tavolino.

Il bobby che chiede
il pappy che siede
la dolly che tace

caro cane mio caro cane mio caro cane mio caro cane mio caro cane mio

PoetMomo'

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